Domenico Restuccia a TvBlog: “Estate in diretta? La mia presenza in video è stata decisa in riunione con gli autori una settimana prima del debutto”

Da cinque anni su Rai3 come volto della postazione social prima di Tutta salute, ora di Elisir, Domenico Restuccia si racconta a TvBlog.

Ora su Rai1 con Estate in diretta, da cinque anni nel mattino di Rai3 come volto della postazione social prima di Tutta salute, oggi di Elisir, Domenico Restuccia si racconta.

La tua prima esperienza televisiva in video è stata a Tv Talk. Che cosa ti hanno insegnato quei tre anni?

Quando mi sono trasferito a Milano per la laurea specialistica, Tv Talk rientrava fra gli obiettivi da raggiungere. Per me ha rappresentato una scuola meravigliosa, sia per quanto riguarda la scrittura sia per la presenza in video. Era una realtà incredibile, che ti permetteva di incontrare di persona volti che fino ad allora avevi visto solo in tv. Ricordo ancora l’incontro che feci dietro le quinte, prima di una puntata, con Pippo Baudo: me lo ritrovai fuori dal bagno e credo che dalla mia bocca non riuscì ad uscire alcuna parola.

Che cosa guardavi in televisione e che cosa puoi dire che ti ha formato nel guardarlo da telespettatore?

Sono una di quelle persone a cui manca una cultura sui cartoni animati perché fin da piccolo ho sempre trovato più interessanti i programmi televisivi. Alle medie portavo avanti con mia madre una battaglia per poter guardare il Maurizio Costanzo Show: rimanevo affascinato soprattutto dal racconto delle persone comuni, nelle quali riuscivo a immedesimarmi e che soprattutto comprendevo, a differenza di alcuni temi più ostici.

In Rai il tuo primo ingresso non è avvenuto però con Tv Talk, ma come tesista su Voyager.

Da sempre mi sarebbe piaciuto lavorare in tv, ma nel concreto non conoscevo nulla e nessuno che avessero a che fare con quel mondo. Così decisi di iscrivermi ad Architettura: quando però arrivò il momento della tesi volli ricollegarmi alla televisione e così mi informai sui programmi che venivano realizzati nel centro di produzione Rai di Torino e feci di tutto per farmi prendere per uno stage che mi aiutasse a preparare poi la tesi.

Da lì è iniziato il sogno di lavorare in Rai? 

Onestamente no. Quando sono arrivato nella sede di Torino, che è più piccola rispetto a quelle di Roma e Milano, ho trovato un contesto più piccolo e chiuso rispetto a quanto potessi immaginare e mi consigliarono infatti di provare a cercare di entrare in un centro più grande e con più opportunità, se lo avessi voluto fare come lavoro. Certo, il sogno della televisione, con la prima esperienza, non poté che alimentarsi. Oggi lavorare in Rai è un orgoglio enorme perché mi sono reso conto, standoci dentro, di quante cose si facciano.

Qual è stato il tuo primo impegno in Rai fuori da Tv Talk?

Il primo in assoluto fu come collaboratore ai testi di Kilimangiaro, poi arrivò l’impegno con The Cooking Show, un programma che era legato all’Expo del 2015, con il quale capii tutta la complessità del lavoro dietro le quinte di un programma come autore.

Dal 2017 sei un volto del mattino di Rai3, ricoprendo la postazione social, prima in Tutta salute, ora ad Elisir.

Tutto partì dall’idea di creare un maggior coinvolgimento social nell’allora Tutta salute. In questi anni sono cambiate molte cose: sono arrivato che c’erano dei conduttori oggi ce ne sono degli altri. Con tutti sono sempre riuscito a trovare un “incastro”: sono una persona che entra sempre in punta di piedi, senza essere invadente e straripante. Il momento più difficile è stato indubbiamente la pandemia: c’era una tensione generale legata a quello che stavamo vivendo come paese e occupandoci noi di salute e riguardando l’emergenza che stavamo vivendo questa materia c’era ancora una maggiore attenzione.

Ora sei impegnato con Estate in diretta, dove quest’anno, a differenza dello scorso, compari anche in video. Come è nata l’idea?

Eravamo in riunione con gli altri autori una settimana prima della partenza e stavamo buttando giù un po’ di idee. Siamo arrivati alla fine alla conclusione che mancava in tutti i talk il parere della persona comune da casa che dice la sua su un determinato argomento. Quando si è capito che i social potevano essere un valido strumento per recuperare questo commento di pancia, tutti si sono girati di verso me, sapendo che già me ne occupo. Devo ringraziare per quest’opportunità sia il capo progetto Gennaro Caravano, sia il vicedirettore dell’intrattenimento daytime Adriano De Maio.

Sogni un giorno di uscire dal ruolo di comprimario, per avere uno spazio tutto tuo in tv?

Ho degli obiettivi che mi piacerebbe raggiungere, ma non ho la smania di raggiungerli. Avrei però già in mente dei progetti che mi piacerebbe realizzare. Il primo legato al rapporto con i nostri animali e in particolare a come educarli, come ho fatto vedere in piccolo a Estate in diretta col mio cane Moby, il secondo sarebbe un talent sui social, per raccontare un mondo che spesso viene solamente stigmatizzato, senza raccontare tutto quello che sta dietro.