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Domenica In, Alessandro Sallusti senza sottopancia per l’addio a Il Giornale

Il giornalista ufficializza l’addio dopo dodici anni nel contenitore all’inizio del contenitore di Mara Venier

Alla fine ci ha pensato lo stesso Alessandro Sallusti a ufficializzare in televisione il suo addio al quotidiano Il Giornale nelle vesti di direttore. Ospite come di consueto all’interno di Domenica In, a Mara Venier, che gli aveva detto di non vedere il sottopancia, il giornalista ha replicato:

“Oggi è il mio ultimo giorno a Il Giornale. Ringrazio la famiglia Berlusconi per questi dodici anni. Avevo bisogno di nuove energie. Da domani sarò il direttore di Libero“.

Era stato il portale Dagospia a lanciare lo scoop lo scorso 13 maggio. In realtà proprio ieri è stata diffusa la notizia della firma delle dimissioni da parte di Sallusti, divulgata in un comunicato stampa dalla casa editrice del quotidiano:

“La Società Europea di Edizioni, editrice de Il  Giornale, e il suo direttore Alessandro Sallusti hanno risolto oggi, dopo dodici anni di proficua collaborazione, il rapporto di lavoro. L’editore Paolo Berlusconi e il presidente Alessia Berlusconi ringraziano il direttore Sallusti per l’impegno profuso in tutti questi anni”.

Al momento non è ancora stato individuato il successore di Alessandro Sallusti, che dovrebbe diventare condirettore di Libero insieme a Pietro Senaldi, per il quotidiano della famiglia Berlusconi. In queste ore si parla di una soluzione interna come Nicola Porro, vicedirettore de Il Giornale e conduttore di Quarta Repubblica su Rete4, dell’ex direttore del Tg1 Augusto Minzolini, di Stefano Zurlo e dello stesso Pietro Senaldi. Sallusti aveva diretto l’organo di informazione della famiglia Angelucci tra il 2007 e il 2008.

Nel corso della puntata di oggi, anche un altro assiduo frequentatore di Domenica In ha annunciato il suo addio alla politica, anche se non nel breve periodo. Si tratta del viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, che ha dichiarato:

“Un giorno scrivono che sarò sindaco di Roma, un altro presidente della Regione Lazio. Alla fine della legislatura tornerò in sala operatoria. Per cinque anni è come se avessi avuto una relazione extraconiugale con la politica tradendo la chirurgia. E poi tornerò da mia moglie”.

 

 

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