Home Domenica In Domenica Cinque versione alcolisti anonimi. Ma Lorella vince con la misura

Domenica Cinque versione alcolisti anonimi. Ma Lorella vince con la misura

Domenica Cinque contro Domenica In – Così è la vita: c’è una differenza di stile

pubblicato 11 Dicembre 2011 aggiornato 5 Settembre 2020 01:16


Chi l’avrebbe mai detto che Lorella Cuccarini avrebbe inaugurato un nuovo trend alla domenica pomeriggio? Sia chiaro, niente di veramente nuovo sotto il sole, se pensiamo che con “la cura Toaff” a Domenica In la cronaca del privato è tornata a imporsi nel weekend dopo la crisi del varietà, quella del reality e ora anche del fictionality targato Gf.

Così, se il Dentro la notizia di Claudio Brachino è nato come una risposta all’Arena di Giletti sul fronte dell’approfondimento, anche la Domenica Cinque di Federica Panicucci insegue sempre più la Così è la vita di Lorella Cuccarini.

Come? A colpi di drammi e polpettoni esistenziali con tanto di strizzacervelli in studio, nella speranza di sopperire al crollo degli ascolti quando si parla di Grande Fratello, ormai in progressivo calo di appeal anche nei contenitori pomeridiani.

Dalla scorsa settimana su Canale5 è iniziato un nuovo filone, quello delle disgrazie dei vip. Se fino a una domenica fa artisti d’annata come Luciana Turina si lamentavano per non avere vitalizi, reclamando più spazio nella tv di oggi, questo pomeriggio hanno spadroneggiato i racconti no limits di Francesco Benigno e del cantante dei Righeira.

Domenica Cinque contro Domenica In – Così è la vita
Domenica Cinque contro Domenica In - Così è la vita
Domenica Cinque contro Domenica In - Così è la vita
Domenica Cinque contro Domenica In - Così è la vita
Domenica Cinque contro Domenica In - Così è la vita

Seguendo il fil rouge di una vita spericolata si è passati senza soluzione di continuità dalla droga nei club alla dipendenza da fumo e psicofarmaci, per poi raggiungere il culmine con l’intervista a Selen in versione sex addicted pentita, patologia che è diventata un trending topic da quando l’ha messa in copertina Newsweek. Il tutto in un clima di alcolisti anonimi, con tanto di sedie in circolo che ne ricordano le riunioni.

Ora, perché la domenica Mediaset copierebbe la Cuccarini? Perché, dopo gli ottimi risultati raggiunti da quest’ultima, le scorse settimane, nell’occuparsi di chirurgia estetica e trans, la tv commerciale ha deciso di fare un passo indietro. Basta interviste patinate a a celebrità, ad un’autoreferenzialità sin troppo gaudente in tempi di crisi: apriamoci anche noi ai drammi.

Va detto, però, che a questo giro la Cuccarini si sta mostrando più credibile, e non solo in termini di Auditel. Mentre il competitor, oggi, si sforzava di intraprendere la stessa linea di racconto, ma in uno studio cupo che ricordava la seconda serata, i toni pastello danno una patina rassicurante alla Domenica In della Cuccarini, che fa pendant con il ritrovato clima di austerity del momento.

La sensazione è che su RaiUno, pur tra un’orrida docufiction e una facile morale in studio, non si insegua mai la linea del caso umano e della speculazione, trattando con molta sensibilità temi anche difficili per il pubblico della tv di stato.

Insomma, laddove la sfida della domenica pomeriggio è diventata una lotta tra la luce e le tenebre, Lorella, pur con tutte le derive catechistiche e puritane del caso, sta prevalendo su una concorrenza dalle tinte più fosche, a tratti demoniache.

Se ci aggiungiamo, poi, l’intuizione del blocco della Cuccarini di chiudere con un’intervista-spettacolo – nel caso di oggi I Tre Tenorini di Ti lascio una canzone – il mix tra intrattenimento e spensieratezza è decisamente più azzeccato sulla prima rete di stato. Che per Domenica In sia l’inizio di un nuovo, vecchio, corso ancora una volta vincente?

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