DiMartedì, Damilano contro Foa: “Da Presidente Rai collaborava con Sputnik e Russia Today”

Marco Damilano va dritto contro Marcello Foa ‘ricordando’ all’ex Presidente della Rai la sua collaborazione con Sputnik e Russia Today.

Netta presa di posizione di Marco Damilano nella puntata di DiMartedì di ieri, 1 marzo 2022: in una serata incentrata, come ovvio, sulla guerra in Ucraina, il direttore de L’Espresso ha svelato la nudità di almeno un ‘re’ presente nello studio di Giovanni Floris. Lo ha fatto rivolgendosi all’ex Presidente della Rai Marcello Foa, in carica dalla fine del settembre 2018 alla metà di luglio 2021 e sostenuto dal M5S e dalla Lega per la guida della Tv pubblica.  All’ex presidente Rai, Marco Damilano ha contestato l’attività di commentatore per l’agenzia russa Sputnik, presente in diversi paesi – anche da noi con un proprio sito in lingua italiana – e con la rete tv Russia Today, testate ‘gemelle’ finanziate entrambe dal Governo di Mosca e nate da una costola dell’agenzia statale RIA Novosti. Russia Today e Sputnik sono state recentemente ‘bannate’ dai Youtube, mentre le app non sono più disponibili su Google Pay: si tratta di ‘prime misure’ per bloccare due delle principali fonti di propaganda internazionale provenienti dalla Russia. I siti però sono ancora visibili e consultabili, anche Sputnik in italiano, e la home è una sequenza di accuse contro l’Ucraina, colpevole – a quanto si legge – di tenere in ostaggio i propri cittadini e di attaccare infrastrutture e territori russi, fisicamente e digitalmente.

I due canali, dunque, sono da sempre voce del Cremlino e della sua propaganda: una condizione certo non ignota. In questo contesto si muove ‘l’attacco’ di Damilano a Foa; più che un attacco, quella del direttore de L’Espresso ha l’aria di essere una precisazione, un ‘chiarimento della posizione’ degli interlocutori nel dibattito.

In collegamento da Lugano – Foa è cittadino italo-svizzero -, l’ex presidente Rai viene invitato da Floris a dare la sua opinione.

“Siamo di fronte a un episodio che segna una doppia sconfitta: chi ricorre alle armi è perdente. […] Da questo punto di vista Putin ha sbagliato e ha già perso, perché non è accettabile una soluzione militare di questo tipo. Però per la stessa ragione, paradossalmente, ha perso anche l’Occidente, perché un tema sensibile come quello del rapporto tra Ucraina e Russia andava gestito su un piano di prevenzione […]. La situazione di oggi, così grave, è una sconfitta perché non siamo riusciti a evitare questa guerra. [..] Io non sono convinto che Putin possa vincere facilmente: potrebbe riiuscirci solo con bombardamenti a tappeto e questa sarebbe una sconfitta definitiva sul piano dell’immagine […].”

Il giro di tavolo di Floris continua chiedendo a Damilano cosa fosse successo in Italia sul piano politico dopo le comunicazioni di Draghi al Parlamento. Qui dopo una breve premessa sugli eventi interni, Damilano si toglie, evidentemente, qualche sasso dalle scarpe, andando dritto contro Foa e chiamando in causa anche un altro ospite in studio, Alessandro Di Battista. Lo fa ricordando le azioni di una ragazza ucraina, all’epoca 17enne, Olga Misik, che protestava contro il Cremlino leggendo gli articoli della Costituzione che da una parte ‘regolano’ la partecipazione alle manifestazioni e dall’altra sancisce la libertà di stampa.

“Nel 2019 all’Espresso abbiamo nominato Olga persona dell’anno insieme a Liliana Segre. In quegli stessi anni, mentre Olga protestava rischiando il carcere, il Presidente della Rai Marcello Foa faceva il commentatore per agenzie come Sputnik, per Russia Today, scrivendo cose tipo ‘In 18 anni non ho mai dovuto coprire una sola crisi internazionale provocata dal Cremlino”, che le rivolte in Ucraina erano guidate e gestite dall’Occidente…”

riporta Damilano, leggendo dal suo taccuino. Conoscendo il parterre, si era preparato. E continua:

“Oggi il Parlamento vota all’unanimità [a favore delle sanzioni proposte dal Governo Draghi, ndr], ma il partito di Putin in questa legislatura, e lo dico anche ad Alessandro Di Battista, ha avuto per anni la maggioranza e infatti ha nominato Marcello Foa Presidente della Rai proprio perché aveva quel curriculum, non ‘nonostante’ avesse quel curriculum. […] Non possiamo dimenticare perché sennò ripartiamo sempre da zero…”.

Floris dà, quindi, la parola a Foa domandandogli “Non sapevate chi era Putin all’epoca?”.

“No, io rifiuto questo tipo di ragionamento e di atteggiamento. Non posso accettare in nessun modo questo tipo di critica e di approccio. Io sono venuto qui per parlare di strategia e dei problemi della Russia, non per essere messo sotto accusa, con accuse infamanti…”

risponde Foa, a braccia incrociate.

Damilano lo interrompe e qui va davvero all’attacco:

“Ma lei oggi parla a nome di Russia Today o a nome di chi parla?”

La risposta arriva:

“Io non sono stato commentatore per Russia Today: semplicemente se la CNN mi chiede dei commenti io lo faccio. […] Lei sta cercando di attribuirmi delle cose…”.

Interviene Floris, che chiede di non personalizzare le questioni. Però le fonti sono importanti. Sempre.

 

 

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