Digitare il codice segreto, curiosità e retroscena dal set (Foto)

Digitare il codice segreto, Tv Blog è stato sul set durante le riprese e ha raccolto curiosità e retroscena della fiction in onda su Rai 1

Trenta giorni di ciak, realizzati nel pieno dell’emergenza covid. Martedì sera su Rai 1 andrà in onda Digitare il codice segreto, film tv del ciclo Purché finisca bene girato lo scorso marzo quasi interamente a San Benedetto del Tronto.

TvBlog ebbe modo di recarsi sul set, per assistere alle riprese della fiction e per raccogliere, al contempo, retroscena e curiosità.

Digitare il codice segreto fu ossigeno per un territorio che, come tutta l’Italia in quel periodo, risultò paralizzato a causa delle restrizioni anti-contagio. Le Marche, nella fase della lavorazione, vennero infatti collocate per larga parte del tempo in zona rossa. Una situazione che provocò non poche difficoltà, ma che in compenso facilitò la realizzazione delle scene in esterna soprattutto nelle ore notturne, per via del coprifuoco fissato per le 22.

I vantaggi furono soprattutto lavorativi, con un ampio coinvolgimento delle risorse locali, su tutti i fronti. A partire dalle comparse selezionate, circa 350, a cui si aggiunsero una decina di figurazioni speciali e 5 piccoli ruoli, affidati ad attori teatrali locali. Tutti percepirono un compenso quotidiano.

Alla lista vanno inoltre inseriti elettricisti, macchinisti, aiutanti per l’allestimento scenografico e altre maestranze prelevate dal Piceno. Ci sono poi gli esercizi e i negozi usati come set. Librerie, bar, fiorerie. Puntualmente retribuiti, anche solo per l’uso dei servizi da parte della troupe. Alla Palazzina Azzurra, invece, il gruppo marchigiano On Air Band tornò ad esibirsi su un palco, seppur in playback, dopo quasi un anno di stop forzato. Un evento nell’evento.

Per cast e tecnici venne creata la cosiddetta ‘bolla’ all’interno di un hotel situato sul lungomare, messo interamente a disposizione della produzione in un periodo di bassa stagione. Da qui la troupe usciva esclusivamente per lavorare. “Restavamo chiusi per forza in albergo dopo le riprese”, ha raccontato Fabrizio Costa a La Nuova Riviera. “Questo ha fatto sì che legassimo tantissimo. La simpatia che deve nascere per fare una commedia è stata facilitata da questa circostanza maledetta”.

Cast e personale dell’hotel si sottoponevano al tampone ogni 72 ore e così facevano le comparse nel giorno della convocazione sul set. In tal senso, venne installato un vero e proprio campo base capace di effettuare oltre 1100 tamponi complessivi, senza che venisse mai riscontrato un caso di positività. Furono monitorate pure tutte quelle persone che a vario titolo varcarono il set, come personale sanitario o vigili del fuoco.

Tra le tante figurazioni si segnala anche la partecipazione di un politico che all’epoca era assessore al commercio del Comune di San Benedetto. Ovviamente il suo compenso venne devoluto in beneficenza. Nell’ultima notte di ciak alla Palazzina Azzurra Gabriele Cirilli ebbe anche modo di rincontrare il comico abruzzese Stellina già incrociato tempo prima nel programma di La7 Eccezionale Veramente. In un momento di pausa Cirilli lo coinvolse, chiedendogli di raccontare la barzelletta che aveva presentato in trasmissione.

Il film tv è prodotto dalla Pepito di Agostino Saccà. Quest’ultimo si recò sul set per mezza giornata e assistette di persona ai ciak di Marcorè e della Minaccioni all’ingresso della fioreria.

Nella fiction l’attore marchigiano interpreta lo psichiatra e scrittore Alberico Ferretti, autore di un best seller. Per il reperimento dei libri di scena, la produzione si rivolse ad una casa editrice che aveva in magazzino innumerevoli copie di stampa vecchie ed inutilizzabili. Vennero quindi acquistate a bassissimo costo e rivestite con la copertina fittizia del libro di Alberico.

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