Di cosa parla Maschi Veri, la nuova serie di Netflix
Maschi Veri, la nuova serie Netflix con Maurizio Lastrico, Matteo Martari, Francesco Montanari e Pietro Sermonti è destinata a conquistare il pubblico: ecco di cosa parla.
Netflix offre al pubblico italiano una nuova serie che è destinata a diventare un successo: Maschi Veri. Fiction composta da ben 8 episodi e realizzata con un cast di attori italiani eccezionali: Maurizio Lastrico, Matteo Martari, Francesco Montanari e Pietro Sermonti. Maschi Veri è ispirata alla serie spagnola Machos alfa ed un prodotto tv che farà sorridere, ma anche riflettere esplorando l’universo maschile in ogni sua sfaccettatura.
Il tema della serie appare apparentemente semplice, ma in realtà nasconde quei disagi e insicurezze che sono tipici degli uomini di una mezza età. Un argomento decisamente molto interessante, reso meno impegnativo dai 4 attori che hanno impersonato le diverse personalità maschili dando loro spessore, ma anche quel mood di leggerezza che la trama richiedeva. Nella neo serie tv: “…c’è chi tradisce, chi si lascia andare, chi si sente superuomo, chi pensa ai soldi, ma tutti hanno in comune le ansie e la necessità di capire meglio le compagne.” Così viene sintetizzata la trama della serie che a quanto pare è ricca anche di diversi momenti cult e colpi di scena.
I 4 attori si sono detti entusiasti del ruolo che hanno interpretato, sono riusciti a dare vivacità a delle versioni di uomini diversi, ma decisamente molto comuni. Martari, che negli ultimi anni è stato protagonista di diverse fiction di successo, ha definito per il suo personaggio essere maschio veri significa avere un tanti soldi e condurre una vita agiata, mentre per il maschio di Montanari il tradimento è naturale, ed è permesso. Lastrico incarna l’uomo che non deve chiedere mai e che ha i superpoteri e Sermonti un uomo che fa tante cose, anche inaspettate per un uomo, ma che ha poca attenzione nei confronti della propria compagna.
Maschi Veri, tutte le critiche al maschio alfa
Ironico, divertente, Maschi tratta un tema decisamente attuale e contemporaneo. La serie mette sotto esame le varie tipologie del maschio alfa, sottoponendo il genere a diverse critiche. Quattro amici in terapia che con il loro modi di fare smontano la mascolinità e rivelano l’altro volto del maschio, quello che in fondo più piace e viene apprezzato.

“Nel ricercare l’etimologia di maschio vero mi sono imbattuto nella definizione di uomo che ha scelto di pensare. Dunque, tutto ciò che è più lontano da quel che la società identifica oggi con questo termine. Ma come l’etimologia suggerisce, pensare equivale a porsi delle domande. Noi uomini non dobbiamo aver paura di chiedere”. Ha dichiarato Martari a la stampa. Ogni maschio ha la sua controparte femminile che indirettamente condiziona le scelte di ogni personaggio.
Evitare di cadere nei luoghi comuni che vengono associati alle donne non è stato facile, ma alla fine è stato raggiunto l’obiettivo prefissato: “Il rischio cliché per i ruoli femminili in questa storia era molto elevato. I personaggi sono stati invece affrontati con tridimensionalità, sono stati resi umani. Se la serie funzionerà, sarà principalmente merito del lavoro di scrittura fatto”, ha affermato Lastrico.
Maschi Veri, perché è diverso dalla serie spagnola
Maschi Veri è ispirato da serie spagnola di successo, tuttavia gli autori e i produttori italiani ci tengono a sottolineare che tra i due prodotti ci sono molto differenze. Lo sceneggiatore Ugo Ripamonti ha sottolineato alcune evidenti diversità: “Noi trattiamo più il sentimento, meno la parte passionale. Nello scrivere non ho giudicato i personaggi, ma ho cercato di avvicinarmici. Raccontiamo quattro uomini in difficoltà, come molti di noi siamo, e parlo da papà di figlie femmine.”
Giulia Calenda e Furio Andreotti, noti per aver partecipato alla stesura della sceneggiatura di C’è ancora domani, hanno collaborato con Ripamonti alla realizzazione di Maschi. I due autori hanno ammesso di aver amato questi 4 maschi che si sono confrontati con donne velocissime e imprevedibili, mettendoli spesso in difficoltà. Ambientata in una bellissima Roma d’Estate la serie è prodotta da Matteo Rovere per Groenlandia (società del gruppo Banijay) e diretta da Matteo Oleotto e Letizia Lamartire.