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Dario Aita: età, dove vive, studi, compagna, film. Carriera e vita privata dell’attore

Da Palermo a Cannes, passando per anni di fiction Rai e un teatro mai abbandonato, Dario Aita è arrivato al grande pubblico con il biopic dedicato a Franco Battiato – una delle sue grandi passioni – pazienza, talento e la faccia giusta al momento giusto.

2 Marzo 2026 13:00

Non c’è alcun dubbio che molto del grande successo del film Franco Battiato: Il lungo viaggio sia da attribuire al protagonista scelto per la parte del cantautore siciliano, Dario Aita. Un artista con un curriculum importante che ora trova la sua affermazione definitiva, in prima serata, con un personaggio tra l’altro a lui legatissimo.

Chi è Dario Aita

Dario Aita, siciliano come Battiato, nasce a Palermo il 25 gennaio 1987, cresce con il fratello maggiore Emmanuele — anch’egli attore — e frequenta il liceo classico Giovanni Meli, scuola di grande riferimento artistico per tutto il capoluogo, uno di quei percorsi formativi che lasciano il segno. Dopo la maturità classica lascia la Sicilia e si trasferisce a Genova per frequentare la Scuola di Recitazione del Teatro Stabile, una delle migliori d’Italia, dove si diploma nel 2011. Su quello stesso palco e in quelle stesse aule sono passati tutti i migliori: Vittorio Gassman Gabriele Lavia, Giorgio Albertazzi, Mariangela Melato. Chi ha studiato qui ha collaborato con Luca Ronconi, Marco Sciaccaluga.

Il teatro, per Aita, non è mai stato un trampolino verso la televisione ma una scelta convinta, un linguaggio che ha continuato a praticare parallelamente a tutto il resto. Sul palco ha portato prima da studente e poi da esordiente Shakespeare, Čechov e Wedekind, ha diretto spettacoli insieme alla compagna Elena Gigliotti, per vincere il Premio Scenario nel 2013 con lo spettacolo Treno fermo a Katzelmacher. Una carriera parallela, discreta, che spiega molto della solidità che si vede quando lo si guarda recitare.

Gli anni della televisione: Rai, fiction e un sodalizio che dura

Il debutto sullo schermo arriva prima ancora del diploma. Nel 2009, al secondo anno di accademia, viene scelto da Renato De Maria come coprotagonista de La prima linea, film con Riccardo Scamarcio e Giovanna Mezzogiorno sulla storia delle Brigate Rosse. Un esordio tutt’altro che banale. De Maria lo richiama subito dopo per la fiction Rai Il segreto dell’acqua, e l’attività di fiction sul piccolo schermo comincia a prendere il sopravvento.

Gli anni successivi costruiscono un curriculum solido, fatto soprattutto di serialità Rai. Con il regista Luca Ribuoli — che diventa il suo collaboratore più continuativo — gira Questo nostro amore, Grand Hotel, L’allieva e La mafia uccide solo d’estate. In L’allieva, accanto ad Alessandra Mastronardi, interpreta Arthur Malcomess, il fidanzato della protagonista: ruolo romantico, popolare, esattamente il tipo di personaggio con cui il grande pubblico lo impara a conoscere. Nel 2019 entra nel cast di Don Matteo, altra garanzia di visibilità nazionale estremamente pop. Nel 2022 è uno dei protagonisti di Noi, il remake italiano di This Is Us, ancora una volta diretto da Ribuoli.

Dario Aita
Dario Aita, somiglianza personale e vocale impressionante con Battiato – Credits RAI (TVBlog.it)

La svolta: Sorrentino a Cannes, e un provino che cambia tutto

L’estate del 2024 segna una discontinuità netta. Dario Aita è nel cast di Parthenope, il film del premio Oscar Paolo Sorrentino presentato in concorso al Festival di Cannes. Interpreta Sandrino, personaggio che tocca uno dei temi più cari al regista — la fine della giovinezza, il dolore del congedo dall’adolescenza. Sul red carpet della Croisette, accanto a Gary Oldman, Stefania Sandrelli e Silvio Orlando.

Il provino con Sorrentino, Aita lo racconta con una precisione quasi chirurgica: “Non ti mandano la scena in anticipo, arrivi lì e hai cinque minuti per leggerla. Io la leggo, faccio il provino, torno a casa e non ci penso più. Cerco sempre di non aspettarmi niente”.

Poi un secondo provino, un altro ancora, e alla fine Sorrentino che gli dice: “Sei persino troppo bravo. Mi dispiacerebbe prenderti”. Il ruolo è suo…

Battiato: il primo protagonista assoluto, e la cosa più bella fatta in vita mia

Il passo definitivo arriva con Franco Battiato — Il lungo viaggio, diretto ancora una volta da Renato De Maria — il regista che lo ha fatto debuttare quindici anni prima. Il cerchio si chiude in modo quasi cinematografico: il primo film, il primo ruolo da protagonista assoluto, e lo stesso regista a tenergli la mano. Il film, scritto da Monica Rametta e prodotto da Rai Fiction e Casta Diva Pictures, è uscito al cinema come evento speciale e poi in prima visione su Rai 1 domenica scorsa.

Per prepararsi, Aita ha lavorato con un’intensità che lui stesso definisce ossessiva. Ha studiato il personaggio per mesi, ha imparato a cantare i brani di Battiato — lui che non aveva mai cantato in pubblico — e ha scelto, in studio, di iniziare dalla canzone più difficile, quella che sapeva avrebbe fatto peggio, per liberarsi dall’illusione di essere già arrivato. Sul set nessuno lo chiamava più Dario: tutti lo chiamavano Franco. “Era una sorta di allucinazione collettiva –  dice lui – ma d’altronde è così che l’attore sa di avere fatto davvero un buon lavoro”.

La somiglianza è impressionante: “Fino ad oggi la sento come la cosa più bella che ho fatto in vita mia”, dice Aita di questa parte.

Dario Aita
Dario Aita, protagonista di Franco Battiato il Lungo Viaggio, in Parthenope con Sorrentino – Credits RAI (TVBlog.it)

Dario Aita, vita privata: Elena, Lou e Roma

Dal 2013 Dario Aita è legato all’attrice Elena Gigliotti, conosciuta proprio alla Scuola del Teatro Stabile di Genova. I due vivono a Roma, collaborano spesso sul piano artistico — insieme hanno diretto e recitato in diversi spettacoli teatrali — e nell’agosto del 2024 sono diventati genitori per la prima volta. La bimba si chiama Lou. Aita ha condiviso la notizia sui social con la foto dei piedini della neonata, in quello stesso agosto in cui Parthenope era appena stato a Cannes.