Daniele Bossari, un tumore alla gola e la delicata riservatezza del dolore

Con un lungo post Instagram, Daniele Bossari rivela di aver affrontato un tumore alla gola, ora superato con la medicina e l’amore.

Daniele Bossari si affida a Instagram per raccontare un periodo buio, il dolore e la speranza della rinascita, con quella delicatezza che ha sempre contraddistinto il suo modo di fare tv anche nei contesti più controversi, di raccontare la sua vita sul piccolo schermo e sui social, di vivere tutto senza filtri se non con quello della riservatezza.

Bossari sceglie questo lunedì 5 settembre, l’inizio del nuovo anno lavorativo per molti, per pubblicare su Instagram un lungo post accompagnato da una foto che lo vede porgere all’obiettivo una carta dei tarocchi, l’Appeso, che appare in primo piano mentre lui è leggermente fuori fuoco sullo sfondo. Una scelta precisa, che rappresenta appieno quel che lui è stato in questi mesi difficili, come si è sentito in questa battaglia che può raccontare.

“Sono vivo e ve lo posso raccontare”

è il passaggio centrale di questo messaggio che arriva inatteso al grande pubblico e nel quale descrive con delicatezza, ma con tutta la forza del dolore provato, della paura vissuta, dell’angoscia condivisa con la sua famiglia. Un resoconto che spezza il fiato e che non lascia nulla alla ricerca della commiserazione, ma che anzi ha come parola chiave “rinascita”.

“Il primo lunedì di settembre è il giorno in cui molti ricominciano la propria attività. Ma per me, il ritorno alla semplice routine quotidiana, assume oggi un significato di rinascita”

scrive Bossari aprendo il suo messaggio e il suo cuore.

“Per spiegarvi cosa mi è successo, utilizzo il dodicesimo arcano dei tarocchi: “l’appeso”, perché rappresenta perfettamente la condizione in cui mi sono ritrovato.
Mi è apparso in sogno in una notte di primavera, mentre cercavo di dare un senso alla sofferenza fisica che stavo provando durante i mesi di chemio e radioterapia, per curare un tumore alla gola.
Sono vivo e ve lo posso raccontare”.

Terapie lunghe, dolorose che affronta affidandosi alla scienza medica per la cura del corpo e alla meditazione e alla spiritualità per placare l’animo.

“Nell’impossibilità di sfuggire al dolore, ho dovuto accettarlo. Appeso al filo del destino, ma con totale fiducia nella scienza medica, ho attraversato la tempesta.
Mentre i medici curavano il mio corpo, cercavo di curare la mia anima mettendo in pratica quegli insegnamenti dettati da tutti i libri letti, i testi spirituali, le meditazioni.
La ricerca interiore doveva trovare un senso a quello che mi stava capitando”.

Da qui l’importanza della carta che gli è apparsa in sogno, rappresentazione di questa fase che lo ha segnato nel profondo

““L’appeso” è colui che si svuota per divenire recipiente di forze luminose. Questa malattia ha rappresentato per me una potentissima forma iniziatica, obbligandomi a disintegrare il mio ego, sgretolando ogni certezza, permettendomi di revisionare la scala dei valori: quali sono le vere priorità? La prima è l’amore.
L’amore che ho ricevuto dalla mia famiglia e dalle persone a me care. L’aiuto, la presenza, il sacrificio di chi mi é stato accanto.
E poi l’amore per la vita in sé. Di fronte allo paura della morte ogni cosa diventa più vivida.
A volte bisogna attraversare il dolore per comprendere la felicità. Ora lo so bene”.

In chiusura un rigraziamento allo staff dell’Ospedale San Raffaele di Milano, alla sua famiglia e agli amici e anche una promessa a chi lo segue:

“Avrò modo di dirvi tutto, perché penso che la condivisione del racconto dia conforto a chi sta passando momenti delicati simili al mio, e allo stesso tempo mi aiuta ad alleggerirmi, lasciando spazio ad una vita nuova.
Grazie a tutti voi per l’affetto”.

Lo abbracciamo augurandoci di rivederlo presto in tv.