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COVID, l’appello tv ai ‘riservisti’ racconta l’emergenza più di talk e Tg

Il messaggio della Protezione Civile per l’emergenza COVID puntella anche la finale di Ballando. Con effetti di senso da non trascurare.

Per tutta la sua durata, il primo spazio pubblicitario della lunga  finale di Ballando con le Stelle 2020 è stata riservato a un appello della Protezione Civile che cerca medici volontari o in pensione da impiegare “qualora necessario” nella lotta al Covid. Una posizione sicuramente pregiata ceduta a un messaggio di servizio per una vera e propria chiamata alle armi rivolta a potenziali nuove forze da impiegare sul fronte degli ospedali COVID. Un impiego dello spazio pubblicitario da servizio pubblico nella sua essenza più profonda. Da listino tabellare dell’Autunno 2020, la tariffa base del Prime Time A (fino quindi alle 23) è fissata a 38.000 euro per 30” (e non parliamo di prima posizione): due conti escono facili. Per dovere di cronaca, va detto che anche sulle reti Mediaset è apparso un cartello che richiamava al bando, ma è andato in onda raramente e in posizioni residuali (alla fine del GF Vip di Venerdì, quindi intorno all’1.30 e ci sono avvistamenti nel mezzogiorno di Rete 4…).

E torniamo alla Rai. Per tutta la giornata di ieri, inoltre, i principali programmi hanno ospitato un crawl che scorreva di continuo per ricordare agli ineteressati le modalità di risposta all’appello, che scade alle 20.00 di lunedì 23 novembre. Non è certo la prima campagna a sostegno delle iniziative della Protezione Civile, dalle raccolte fondi alla promozione di eventi speciali, ma è forse il primo appello diretto e promosso in tv che si rivolge a potenziali volontari, anche in pensione. Una vera e propria chiamata alle armi per i riservisti, in pratica. Il che lo rende diverso da quanto finora visto in tv.

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Al peso del contenuto si aggiunge anche la sua stessa confezione, soprattutto quel tono grave che ha risaltato ancor di più nello stacco immediato con l’entusiasmo da finale di Milly Carlucci: un vero e proprio ingresso ‘a schiaffo’, che riportava immediatamente alla realtà della situazione. Anzi tono grave, reiterazione, posizione a contrasto e contenuto in sé drammatico sono riusciti a raccontare quel che sta accadendo meglio di tante ore di televisione che si riempie di molte parole, per lo più confuse, e pochi fatti. Questo invece è un fatto: è un fatto che la Protezione Civile cerchi ‘riservisti’.

Messaggio e posizionamento (testo e contesto, insomma) hanno restituito, quindi, la drammaticità del momento anche più degli approfondimenti giornalistici, delle tante ore di infotainment e degli stessi Tg. Se penso che il Tg1 delle 20 di sabato 21 novembre ha dato come sesto titolo “Le regole della settimana bianca” (“E’ tempo di settimana bianca, ma lo slalom quest’anno è tra le diverse regole stabilite nelle diverse Regioni” dice Giorgino nell’introdurre il servizio) appare chiaro come il racconto di un’emergenza, in questo caso nella sua chiave economica, possa avvenire in molti modi. Come se poi non ricordassimo le immagini del primo weekend sulle piste.

Intanto mancano i medici. E si richiamano in trincea anche i pensionati.