Cops – Una banda di poliziotti, il regista Luca Miniero: “Giochiamo con l’umanità dei poliziotti, in un mix tra indagine, azione e commedia”

Con il regista abbiamo parlato dei contenuti della serie, della sua ambientazione e del suo futuro

Dei registi italiani più prolifici di questi anni, Luca Miniero è sicuramente uno dei più noti. I suoi “Benvenuti al Sud” e “Benvenuti al Nord” sono stati un successo al botteghino ed hanno dato il via alla sua collaborazione con Claudio Bisio, che ha diretto anche in “Non c’è più religione”. Per il regista napoletano, ora, è il momento di debuttare di Sky, con Cops-Una banda di poliziotti, nuova collection di film-tv (prodotta da Sky e Banijay Italia) che debutterà con due episodi il 14 ed il 21 dicembre su Sky Cinema ed in streaming su Now Tv.

Per Miniero non è la prima esperienza in tv: dodici anni fa ha diretto con Paolo Genovese la fiction Amiche Mie per Canale 5, ma con Cops si è ritrovato in solitaria dietro la macchina da presa. Si tratta, per lui, di un altro remake: così come “Benvenuti al Sud”, anche Cops deriva da un film straniero, svedese per l’esattezza, del 2013.

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Ma ci sono dei requisiti che il regista valuta prima di iniziare a lavorare ad un remake, e nel caso di Cops, cosa l’ha convinto ad accettare la sfida? Lo abbiamo chiesto a Miniero stesso, come potete vedere nell’intervista in alto: “Quando mi hanno proposto questa storia, l’importante è stato capire se avesse gli ingredienti non tanto per funzionare in Italia o per me, ma se fosse stato possibile realizzare un seguito alla prima puntata”.

“Il sottotitolo ‘banda di poliziotti'”, ha poi aggiunto, “serve a capire quanto volessimo giocare con le debolezze dei poliziotti e con antieroi che potessero affrontare il crimine alla loro maniera, mostrando la loro umanità con una buona dose di divertimento”.

Cops è una via di mezzo tra titoli già noti al pubblico come “Una pallottola spuntata” ed I delitti del BarLume (citati durante la conferenza stampa) o apre una strada nuova?

“Mischia i linguaggi, soprattutto quello dell’azione e della commedia. Questi riferimenti vanno bene, così come quelli ai film di Bud Spencer e Terence Hill. In quei titoli vedo la miscela tra indagine, azione e commedia che vedo anche in Cops, ma prendiamo in prestito anche da ‘Smetto quando voglio’. Poi capovolgiamo il punto di riferimento offerto da tante serie tv italiane con protagonisti commissari: si parte da lì, per prendersi gioco di quelle serie senza però mai perdere credibilità”.

A Miniero abbiamo anche chiesto che peso abbia avuto la scelta di ambientare Cops al Sud Italia ed, in conclusione, cosa dobbiamo aspettarci dai nuovi episodi già confermati da Sky: “Punteremo sul cast”, ha svelato, “saranno episodi con trame verticali e protagonisti un gruppo di pasticcioni che combattono il crimine: sarà il filo conduttore della serie. Il film svedese diventa un ispiratore, ma la commedia cammina sulle proprie gambe, ‘molli’, di uomini senza qualità ma non per questo meno dignitosi, personaggi della commedia di carattere”.

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