Claudio Lippi contro Mediaset: “Non ho più niente da perdere, mi hanno usato e cancellato”
Ricoverato in terapia intensiva, Claudio Lippi – 80enne – riappare sul format di Fabrizio Corona Falsissimo e attacca duramente Mediaset, l’azienda per cui ha lavorato per decenni: “Vorrei vedere saltare qualche testa”. Corona conferma le due condizioni difficilissime: “È in fin di vita e senza un euro”.
Le immagini hanno fatto il giro del web e tenuto banco oggi con moltissimi commenti. Anche perché Claudio Lippi, 80 anni, era e resta una icona della tv italiana anche a distanza di molti anni dalle sue ultime apparizioni televisive.
Il conduttore è apparso in videochiamata nel corso dell’ultima puntata di Falsissimo, il podcast di Fabrizio Corona, disteso in un letto d’ospedale con le cannule nasali per l’ossigeno, visibilmente dimagrito e provato. Ma lucido. E soprattutto, furioso.
La malattia e il ricovero in terapia intensiva
“Non ho più niente da perdere”, dice. Lippi si trova attualmente ricoverato in terapia intensiva, in attesa di accertamenti per verificare la presenza di un possibile tumore al polmone. “Sono in un ospedale di merda senza sapere se ho un tumore ai polmoni”, ha confessato durante la telefonata con Corona, senza peli sulla lingua come sempre.
La sua storia clinica è complessa e dolorosa: un infarto, una pleurite essudativa, un intervento di bypass quadruplo. Il corpo porta i segni di una vita vissuta intensamente, ma anche di battaglie che si combattono lontano dai riflettori. Fabrizio Corona, durante la puntata, non ha usato giri di parole: “Ora è in terapia intensiva, in fin di vita e senza un euro”. Una dichiarazione che Lippi ha parzialmente smentito – “Diciamo che non sto morendo, non ancora” pur confermando la parte più drammatica: quella economica.
“Fra qualche mese sarò per strada, sotto un ponte, con mia moglie, mia figlia e mia nipote”, ha ammesso il conduttore, delineando un quadro di precarietà che stride violentemente con una carriera durata oltre quarant’anni ai vertici della televisione italiana.
“Vorrei vedere saltare qualche testa”
Ma Lippi non ha chiamato Corona solo per parlare delle sue condizioni di salute. Il vero motivo della telefonata era un altro: dare il suo sostegno all’inchiesta di Falsissimo sul cosiddetto “Sistema Mediaset” e dire la sua su un mondo che lo ha usato e poi abbandonato.
“Vorrei far capire insieme a Fabrizio che cosa vuol dire parlare alla gente, non prendendola in giro”, ha esordito. Poi attacca: “Vorrei vedere saltare qualche testa”.
Le parole di Lippi non sono quelle di un uomo amareggiato che cerca vendetta o quanto meno rivalsa. Sono quelle di chi ha attraversato il sistema televisivo italiano per decenni, ha visto tutto, sa tutto, e ora che non ha più niente da perdere ha deciso di parlare.
“Mi imbarazza dirti quanto bene stai facendo per un mondo che per la verità non so quanto riuscirai a modificare nella sua sostanza”, ha detto a Corona.

Gli attacchi a Maria De Filippi
Nel corso dell’intervista, Lippi ha fatto nomi e cognomi. E tra questi, quello di Maria De Filippi: “Loro sono la Bella e la Bestia. Ma la Bella è Maurizio, a lui ho voluto bene più che a mio fratello, perché era un uomo di volontà di tirar fuori talento anche da chi pensava di non averlo. Invece Maria privilegia in tutti sensi chi le piace, a lei non gliene frega un cazzo del talento”.
Sul format Amici, Lippi è stato altrettanto tranchant: “Quelli che sono usciti da Amici hanno trovato prima o poi un Sanremo, ma è raro che abbiano fatto risultati. Lavorano in un racket, lei è schiavista. È lei che comanda”.
L’addio a Mediaset e il gelo con Pier Silvio
La rottura con Mediaset è avvenuta nel 2006, quando Lippi decise di abbandonare Buona Domenica perché non approvava la deriva trash del programma. A cominciare dal Cangurotto, interpretato da Massimo Lopez: “Sapevo che se fossi rimasto, sarei rimasto in silenzio per l’intera trasmissione. Mi proposero di fare la presentazione e andare in camerino, guardare la puntata e scendere per i saluti 10 minuti prima della fine”.
Cosa che per altro qualcuno ricorda era accaduta in precedenza anche a Paola Barale, prima coinvolta, poi ridimensionata e infine quasi completamente estromessa dai format della rete a cominciare proprio da Buona Domenica.
L’incidente causò una profonda frattura: “Alcuni dirigenti si imbestialirono – dice Lippi – e avrebbero “sensibilizzato” Pier Silvio Berlusconi che da quel momento non mi ha mai più ricevuto. È dal 2006 che non riesco a parlare con lui”.
Gerry Scotti e le Letterine di Passaparola
Durante la telefonata, Corona ha fatto anche il nome di Gerry Scotti, sostenendo che il conduttore avrebbe avuto rapporti non esclusivamente professionali con alcune delle Letterine di Passaparola, programma che Lippi stesso ha contribuito a lanciare: “Mi sembra che forse proprio Gerry ha detto: ‘Me le sono fatte tutte’…” – ha confermato testualmente Lippi parlando dell’episodio.
Dichiarazioni pesantissime, per altro prive di riscontri e in qualche caso già smentite in precedenza di fronte ad altre rivelazioni.
“Sono pieno di cicatrici e coltellate alle spalle”
Lippi chiude la sua chiacchierata con molta amarezza: “Sono pieno di cicatrici e coltellate alle spalle”, ha detto Lippi durante l’intervista. È l’immagine di un uomo che ha dato tutto alla televisione e che dalla televisione si sente tradito. Un uomo che ha condotto programmi che hanno fatto la storia della tv italiana – da Buona Domenica a Passaparola – e che oggi si ritrova ricoverato in ospedale, senza certezze economiche e senza un futuro chiaro davanti.
Eppure, nonostante tutto, Lippi non ha perso la voglia di combattere. E di parlare. “La mia vera ambizione è tornare davanti alla gente. Che sia Rai, Mediaset, Discovery o la piazza. Dove c’è una telecamera per me è televisione”, aveva dichiarato nel 2025. La piazza al momento è Falsissimo, il podcast di Corona: che probabilmente non lo aiuterà a ricucire rapporti ormai logori.
Un lutto atroce
Gli ultimi anni per Claudio Lippi sono stati durissimi anche da un punto di vista personale. Il 26 marzo 2013 il conduttore ha perso il nipote che si chiamava proprio come lui, ucciso a soli 40 anni in un drammatico incidente stradale.
Claudio era un giornalista sportivo molto apprezzato, un volto di Milan Channel, un ottimo telecronista: aveva una bimba piccola, e una compagna. Il Milan gli ha dedicato la sala stampa di Milanello che porta il suo nome. Il conduttore gli era legatissimo… “È stato il dolore più atroce che la vita mi abbia dato, gli volevo bene come a un figlio” aveva dichiarato qualche anno dopo.