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La Cina vieta i talent show

In Cina l’Amministrazione Statale per la Radio, il Cinema e la Televisione vara una stretta al mondo dello spettacolo

Talent show vietati e stop agli artisti effeminati. Non è la sceneggiatura di un nuovo film distopico, ma quanto sta accadendo in Cina, nel 2021. L’amministrazione statale per la radio, il cinema e la televisione, infatti, ha diffuso una nota nella quale rimarca la necessità di “correggere con forza i problemi legati alla violazione delle leggi e della morale degli artisti” e di instaurare un’atmosfera di “amore per il Partito comunista e il Paese“.

Senza troppi giri di parole, le emittenti radio e tv e le piattaforme audiovisive online “non sono autorizzate a trasmettere programmi che sviluppino idoli e spettacoli di varietà e reality show“. Nel dettaglio, le nuove direttive prendono di mira individui con “comportamenti illegali o immorali” e gli stili “volgari“, inclusi quelli che “stili effeminati e ad altre estetiche anormali“.

La richiesta ai media è di promuovere i valori tradizionali della cultura cinese, i valori rivoluzionari e del socialismo avanzato, e programmi capaci e in grado di trasmettere una “energia positiva“. L’obiettivo finale è instaurare un’atmosfera di “amore per il Partito comunista e il Paese“.

L’Authority ha inoltre ribadito la sua posizione di condanna dei contratti non trasparenti che vengono firmati dalle star e che hanno dato vita a fenomeni di evasione fiscale a fronte dell’accumulo di grandi ricchezze. Si tratta dei contratti yin-yang, ovvero di quelle pratiche illegali di solito usate nel mondo dello spettacolo per occultare i reali compensi. Il caso più recente è quello scoppiato la scorsa settimana, quando alla popolare attrice Zheng Shuang è stata comminata una multa da 46 milioni di dollari per evasione fiscale.

La notizia della stretta sul mondo dello spettacolo giunge poche ore dopo quella che concerne la limitazione dell’intrattenimento online e del potere degli influencer, decisa sempre dalla Cina, che aveva portato alla cancellazione di numerose star del web dal CAC (Cyberspace Administration of China), l’organo di controllo di internet.

Il rischio che l’Occidente imiti tali azioni è realistico?