Che tempo che fa si divide in quattro parti. Fazio si inventa ‘L’ora di Marzullo’

Che tempo che fa si inventa L’ora di Marzullo, blocco di appena due minuti. L’utilità? Isolare l’ultimo blocco pubblicitario dal conteggio Auditel

Si intitola L’ora di Marzullo ed è la vera novità di Che tempo che fa, oltre all’ennesimo cambio di rete di messa in onda. I telespettatori magari non se ne sono nemmeno accorti, ma si tratta dell’ulteriore segmento di programma compreso nelle quattro ore di trasmissione domenicale. Centoventi secondi in tutto, contenenti all’interno i titoli di coda e, per l’appunto, l’ultima domanda di Gigi Marzullo rivolta ad uno degli interlocutori.

Il siparietto va in scena da anni ed avviene al rientro dall’ultimo blocco pubblicitario, con Fabio Fazio che ha a malapena il tempo di salutare il pubblico. La strategia tuttavia è determinante ai fini del conteggio Auditel, dato che la nuova denominazione consente di ‘scaricare’ la lunga sequenza di spot e di isolarla dalla media generale.

Che tempo che fa arriva così a ben quattro suddivisioni complessive: si comincia con l’Anteprima (dalle 20 alle 20.30) che permette di liberarsi da una zavorra che si scontra con Tg1 e Tg5. Si prosegue quindi con il titolo vero e proprio, compreso tra le 20.30 e le 22.40, per passare all’ormai celebre Tavolo che chiude alle 23.57. Non a mezzanotte, perché come detto c’è l’ultimo nero pubblicitario da evitare.

La moda, va sottolineato, è assai diffusa. Dal Gf Vip Night alla Buonanotte di Tu si que vales gli esempi si sprecherebbero. Della serie: gli ascolti non sono importanti. Sono l’unica cosa che conta.

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