“Mai dire tavolo”, la Gialappa’s Band ribalta l’operazione Nostalgia a Che tempo che fa

A “Che tempo che fa” si celebrano gli oltre 35 anni di carriera del trio formato da Marco Santin, Giorgio Gherarducci e Carlo Taranto.

Mai dire tavolo” prendiamo in prestito il titolo suggerito da Nino Frassica a Fabio Fazio durante il tavolo di Che tempo che fa in onda ieri, domenica 4 dicembre, un’occasione da Rec e Play data la serata quasi interamente dedicata alla storia della Gialappa’s Band. Il trio più irriverente del piccolo schermo composto da Marco Santin, Giorgio Gherarducci (e il signor Carlo Taranto in collegamento) si è ritrovata per celebrare gli oltre 35 anni di carriera, oltre che per presentare il libro Mai dire noi dove è riportato “tutto quello che (non) avreste voluto sapere“.

Aneddoti curiosi, retroscena e interviste ad alcuni dei comici con cui hanno diviso lo schermo nel corso degli anni hanno costellato il corso del programma insieme a Simona Ventura, Francesco Paolantoni, Mara Maionchi e Luciana Littizzetto, già parte integrante del cast di Che tempo che fa. Una celebrazione che la Gialappa’s stessa ha accolto a modo suo, scardinando la liturgia del malinconico ricordo e improvvisando sul momento con quel sarcasmo che è e resta la chiave del loro successo giunto a partire dagli anni ’90.

Antonio Albanese, Fabio de Luigi, Claudio Bisio, Aldo, Giovanni e Giacomo e il Mago Forest (non i primi a caso, bensì una scuderia che conosce l’anima della Gialappa’s Band a menadito) hanno inviato dei videomessaggi speciali di auguri. Claudio Lippi, conduttore di diverse edizioni di Mai dire, è tornato in video dopo qualche anno mostrandosi più volte come un ‘disturbatore’. Geniale l’interruzione solo per dire “Vi ricordate di quella volta che… vi ricordate quando… non mi ricordo”. La presenza di Teo Teocoli nelle vesti dell’indimenticato Felice Caccamo è stato l’innesto aggiunto al parterre degli ospiti poiché ha portato il personaggio che, più di tutti, caratterizza la storia di Mai dire. Giacca azzurra ‘Napoli’, cravattona ton sur ton con il cromakey alle sue spalle, dove è ritratto sempre quello scorcio di Napoli che non è mai cambiato.

Battute e sketch tra il signor Marco, il signor Giorgio, il signor Carlo e gli ospiti al tavolo fanno da padrone, in pochi minuti ci si rende già conto che l’effetto dell’operazione Nostalgia viene letteralmente ribaltato come un calzino dagli stessi protagonisti. L’esperienza autoriale c’è tutta e in questo campo loro possono solo che giocare a calcio a porte vuote, senza nessuno che li fermi.

A proposito di calcio, Marco e Giorgio hanno scelto di non essere in diretta su Twitch a commentare l’ottavo di finale dei Mondiali in Qatar (Inghilterra-Senegal) per essere negli studi Rai di Via Mecenate. Ma nulla è perso, le due voci hanno portato uno spicchio della loro torta commentando le tre papere più curiose dai Mondiali in corso.

Con loro non si è corso il rischio della lacrima triste, piuttosto quella della risata incontenibile. Fare l’eccezione ne è valsa la pena, e se per il futuro la Gialappa’s potesse essere un potenziale valore aggiunto al tavolo?

 

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