Cecilia Sala, da Elettra Lamborghini al racconto giornalistico dell’Afghanistan al Tg1

Cecilia Sala è cresciuta nella scuola televisiva di Michele Santoro. Oggi è molto apprezzata dai più giovani. E due sere fa era al Tg1

Qualche stagione fa ha condiviso il palco televisivo con Elettra Lamborghini, oggi è tra le poche giornaliste occidentali in Afghanistan. Si chiama Cecilia Sala, è romana, ha 26 anni ed è tra le maggiori promesse della tv e del giornalismo in generale.

Cresciuta nella ‘scuola’ di Michele Santoro (e di Giulia Innocenzi), Cecilia Sala si fece notare quando a 14 anni parlò in una piazza contro la mafia. Le prime apparizioni televisive risalgono al 2013 a Piazzapulita di Corrado Formigli e al 2014 Announo, il talk show generazionale del cui cast fisso faceva parte, appena maggiorenne, proprio insieme alla cantante oggi regina nostrana indiscussa del twerking.

Entrata nel piccolo schermo grazie alla forza delle sue opinioni (e ad un viso che spacca la telecamera), Cecilia Sala è cresciuta nel team di Santoro, venendo promossa prima a redattrice web di Italia (in onda su Rai2) e poi entrando a tutti gli effetti nella squadra giornalistica delle trasmissioni condotte e/o prodotte dall’anchorman.

Negli ultimi tempi Cecilia Sala si è specializzata nel racconto degli esteri e ancora più recentemente i suoi interventi su quanto sta avvenendo in Afghanistan sono diventati virali sui social, soprattutto tra gli utenti più giovani, che rilanciano i suoi video e condividono i suoi commenti, anche per sensibilizzare su un tema, quello della politica estera, molto spesso ignorato dalla tv generalista.

Ad una crescita di popolarità sui social, sta corrispondendo una sempre maggiore credibilità anche nel grande pubblico. Non a caso, due sere fa la giovane giornalista freelance, che collabora con Il Foglio e su Twitter ogni mattina propone la rassegna stampa @fuoridallabolla, è stata ospitata, direttamente da Mazar-i Sharif, al Tg1, all’interno di un servizio firmato da Monia Venturini dedicato alle proteste delle donne afghane contro i talebani. Con grande chiarezza espositiva, ha detto: “La maggior parte delle donne ha paura di uscire di casa per scoprire che tutte le promesse fatte dai talebani in conferenza stampa – non saranno più obbligate a indossare il burqa, potranno continuare a lavorare o a studiare – non saranno rispettate“.