Carlo Fuortes, un rockettaro con la passione per Mozart e Shakespeare alla guida della Rai

Ritratto inedito del nuovo amministratore delegato della Rai Carlo Fuortes. Scopriamo le passioni del nuovo comandante della tv pubblica

di Hit

Nato a Roma il 5 settembre 1959. Laureato in Scienze Statistiche ed Economiche all’Università “La Sapienza“. Carlo Fuortes, nuovo Amministratore Delegato della Rai radiotelevisione italiana, è stato commissario straordinario del Teatro Petruzzelli di Bari ed in seguito AD della Fondazione Musica per Roma gestendo l’ Auditorium Parco della Musica. Dal 2002 al 2003 è stato direttore generale del Palazzo delle Esposizioni e delle Scuderie del Quirinale e fra il 1998 ed il 2001 consigliere di amministrazione del Teatro di Roma, quindi è stato nel CDA della Fondazione Cinema per Roma dal 2007 al 2011. Fra il 2016 ed il 2017 è stato anche commissario straordinario della Fondazione Arena di Verona, insomma si può dire tranquillamente che Carlo Fuortes il mondo dello spettacolo lo conosce bene, uno che viene dai palchi dei teatri e non da quelli dei comizi politici.

Fra le prime decisioni che ha assunto in Rai c’è stata quella di nominare, in accordo con il direttore della Rete 1,  il direttore artistico dell’edizione 2022 del Festival di Sanremo nella persona di Amadeus. Ha fatto subito capire inoltre che i conti (e la forma) saranno molto importanti durante la sua gestione della Rai.  In particolare non ci saranno mai più bilanci in negativo ed è per questo che fra le sue prime decisioni c’è stato anche un taglio di budget alle varie strutture della televisione pubblica, tagli che, parole sue durante la prima audizione in Commissione di Vigilanza a cui si è sottoposto pochi giorni fa, non incideranno sul prodotto. Ha inoltre smentito nella medesima sede la fantascientifica ( ma ciò che è fantascientifico oggi un giorno potrebbe diventare scientifico) indiscrezione di una vendita di una delle tre principali reti Rai.

Già il prodotto sul quale Fuortes ha le idee chiare: “rappresenta il valore di un’azienda culturale”. Parole sagge, da queste parti abbiamo sempre sottolineato l’importanza del prodotto, perchè alla fine la televisione è quello che va in onda. Ma chi è Carlo Fuortes? Abbiamo letto in questi giorni molti pezzi che ci hanno raccontato il suo passato professionale (all’inizio di questo post ne trovate una sintesi) ma per capire bene chi è una persona occorre andare oltre il suo curriculum. Per fare questo ci viene in aiuto una intervista pubblicata anni fa da Italia oggi  nel periodo in cui era AD della Fondazione Musica per Roma. In quell’occasione raccontò il suo amore, fin da giovane universitario,  per la musica:

Ho sempre amato la musica tanto che durante gli anni dell’Università, per entrare gratuitamente ai concerti, facevo il fotografo per la stagione di Santa Cecilia. La sera sviluppavo le foto e poi la mattina andavo a consegnarle ai giornali. Mi laureai nei primi anni ’80 in scienze economiche con Paolo Sylos-Labini, occupandomi dei primi programmi di pianificazione economica. Poi, appena laureato, fondai la IZI spa attraverso la quale iniziammo a fare studi e analisi sugli investimenti culturali.

Poi arrivarono gli anni novanta, che segnarono per lui un punto di svolta:

Con la legge Ronchey del 1993 i privati hanno iniziato ad entrare nel settore culturale. In quel periodo ho aiutato diverse aziende ad entrare in questo nuovo mondo. Tra le altre cose ho svolto uno studio sulla trasformazione del Palazzo delle Esposizioni di Roma, che rappresenta il primo momento in cui si è cercato di dare autonomia ad un istituto culturale.

Quindi gli anni in cui lavorò per il comune di Roma, prima con il sindaco Francesco Rutelli come componente del CDA del Teatro di Roma e successivamente con Walter Veltroni come direttore generale del Palazzo delle esposizioni e delle scuderie del Quirinale, Fuortes raccontava così quelle due esperienze:

Avevamo in mente un grande progetto di trasformazione sia a livello artistico che progettuale del Teatro di Roma. Però non venne pienamente recepito, e così alle dimissioni di Martone (direttore artistico, ndr)  seguirono le mie. Al  Palazzo delle esposizioni sono arrivato alla fine del 2002 con l’inaugurazione della Sala S. Cecilia. Nel giro di quattro anni oltre ai concerti, abbiamo realizzato festival dedicati a discipline diverse, dalla filosofia alla scienza, fino a quello dedicato al cinema.

Ecco quindi che racconta le sue passioni. Scopriamo meglio dunque la persona Fuortes:

Sono  sempre stato interessato allo spettacolo dal vivo. Da ragazzo amavo molto il jazz e il rock, ma sono sempre stato un appassionato di musica classica e di opera.

Per la musica sceglie la “Trilogia italiana” di Mozart, ovvero Il Don Giovanni, Così fan tutte e Le nozze di Figaro. La perfezione e la leggerezza in musica dice.

 

Il piatto preferito è il pesce in tutte le sue forme, ma anche i salumi e i formaggi. Ama poco i dolci. Per quel che riguarda il vino la preferenza è per il Barolo o il Barbaresco. Tra i francesi i rossi di Borgogna e i bianchi dell’Alsazia.Il libro preferito è il teatro di William Shakespeare, che contiene tutti i  38 testi teatrali dell’autore inglese. Lui dice che lì dentro c’è  tutto il mondo. Lo sport a cui non rinuncia, quando può, è il tennis, ma ama anche la vela. Si porta dietro anche la passione per la fotografia, ricordi da universitario a cui abbiamo fatto cenno sopra e gli piace indossare scarpe italiane e orologi meccanici e automatici.

Il nuovo amministratore delegato della Rai Carlo Fuortes è dunque un rockettaro e jazzista con la passione per la musica classica e l’opera. Gli piace il tennis e la vela e adora i piatti di pesce. Insomma un mix molto interessante per il nuovo pilota, o dovremmo dire skipper,  della prima azienda culturale del nostro paese. C’è da scommettere che ora alle sue passioni se n’è aggiunta un’ altra che si chiama RAI.

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