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Caos a Washington, Antonio di Bella rischia l’aggressione in diretta (video)

Guarda il video dell’intervento di Antonio di Bella interrotto da un manifestante pro-Trump. L’inviato si allontana evitando il peggio.

La serata dell’epifania è diventata incandescente a partire dalle 20 circa quando da Washington sono arrivate le prime notizie sui disordini al Campidoglio provocati dai sostenitori del Presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump. Su TvBlog vi abbiamo prontamente informato sulle numerose dirette che si sono interessate ad uno dei fatti più gravi che la storia della democrazia americana abbia mai registrato prima.

I telegiornali Rai e l’approfondimento Mediaset ha seguito minuto per minuto con i corrispondenti che dal posto hanno documentato i drammatici fatti. Fra i tanti anche il Tg3 Linea Notte che, prendendo il testimone dal Tg1 in edizione straordinaria poco prima, ha proseguito il racconto dalle 23:30 di un 6 gennaio 2021 che non dimenticheremo. Non lo dimenticherà nemmeno Antonio di Bella, corrispondente Rai che ha dovuto fare i conti faccia a faccia con uno dei contestatori del presidente eletto Joe Biden.

Di Bella in un collegamento si è trovato a pochi passi dalla scalinata del congresso. Un ragazzo giunge dietro di lui in bicicletta, si ferma e l’appoggia. Si pone alle spalle del giornalista e interrompe la cronaca dicendo “Everybody hates the fu***ng fake news (tutti odiano le fo**ute notizie false) Yeah! You fake news too (sì, anche voi divulgate notizie false)” Di Bella accenna una risposta “Noi veniamo dall’Italia” ma il ragazzo non sembra essere propenso all’ascolto e alza la voce con fare piuttosto minaccioso “Dovete andare via – urla – Questa è la nostra casa!“.

L’inviato a quel punto capisce che se fosse rimasto qualche secondo in più, probabilmente sarebbe finita in malomodo, perciò si allontana dicendo “Dobbiamo andare via prima che avvenga il peggio“. Maurizio Mannoni appare sorpreso e riprende la linea dallo studio per commentare ciò che era appena successo.

Fortunatamente non c’è stato un continuo allo sfogo del giovane e Antonio Di Bella ha potuto proseguire i suoi interventi in un punto più lontano dal congresso. C’è da aggiungere che negli stessi minuti i circuiti internazionali trasmettevano immagini di alcuni manifestanti intenti a buttare giù le telecamere delle troupe televisive di tutto il mondo appostate vicino ai punti nevralgici dei disordini.

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