Brenda Lodigiani, la comicità come cura: dal Gialappashow alle ferite private
Brenda Lodigiani torna oggi, lunedì 2 novembre 2026, su Nove con la Gialappa’s Band nel Gialappashow ma dietro lei c’è molto di più.
Brenda Lodigiani porta in prima serata la sua comicità da trasformista: facce, voci, tempi giusti. Una cifra nata, come ha raccontato più volte, anche dal bisogno di alleggerire ferite familiari e passaggi privati difficili.
Attrice, imitatrice e conduttrice, Lodigiani si è costruita negli anni un mondo molto riconoscibile. Dietro le parodie, però, c’è una storia meno esposta: la provincia, la disciplina, una separazione in famiglia, l’analisi e un rapporto con la risata che non è mai stato solo mestiere.
Brenda Lodigiani torna su Nove con la Gialappa’s Band
Nel nuovo appuntamento del Gialappashow, in onda su Nove, Brenda Lodigiani ritrova il terreno che le riesce meglio: la parodia veloce, il cambio di tono, il personaggio che nasce da un dettaglio e poi prende vita. Con la Gialappa’s Band il meccanismo funziona perché resta sempre in bilico: osserva, deforma, ma non perde mai del tutto il volto da cui parte. Una smorfia, un accento, un modo di muoversi.
Il pubblico la conosce soprattutto per le imitazioni, ma il percorso viene da lontano. Nata a Sant’Angelo Lodigiano, in provincia di Lodi, il 30 dicembre 1987, ha iniziato in tv con Central Station, su Comedy Central, prima di arrivare a Disney Channel, dove dal 2005 al 2008 ha condotto programmi per ragazzi. Anni di telecamere, tempi stretti, ritmo. Poi sono arrivati la comicità adulta, i palchi, la radio e le imitazioni diventate virali.
L’infanzia a Lodi e quella risata per proteggere la madre
La chiave, però, non è solo nel lavoro. Brenda Lodigiani ha raccontato a Vanity Fair che la comicità è arrivata presto, quando aveva circa sette anni e i genitori si separarono.


«Vedevo mia madre arrabbiata, spesso triste e così cercavo di farla ridere», ha confidato. Una frase semplice, di casa, che spiega molto del suo modo di stare in scena: non ridere sopra le cose, ma provare a spostarle un po’ più in là, quel tanto che basta per respirare. In quella casa di provincia, la risata diventa una forma di protezione. Non cancella il dolore, lo rende meno duro da tenere in mano.
Lodigiani lo ha detto più volte: la comicità le è servita per sdrammatizzare, per trovare una strada quando le parole non bastavano. C’è poi un altro pezzo della sua storia familiare, quello delle origini sinti, che l’attrice ha ricordato parlando della nonna. «Viveva nelle carovane», ha raccontato, spiegando che andare nel campo da bambina le sembrava «una meraviglia». Un ricordo netto, pieno di immagini, lontano dalle scorciatoie.
Dalle imitazioni in cameretta ad Annalaisa
Prima della tv, dei set e degli studi, c’era la cameretta. Brenda Lodigiani ha raccontato al Corriere della Sera che da bambina imitava i volti che vedeva in televisione, passando da un personaggio all’altro con la libertà di chi non pensa ancora a farne un lavoro.
Intanto c’era la danza, che le dava regole e corpo. «Mi ha dato disciplina», ha detto, aggiungendo che le maestre erano «un po’ come delle mamme». Una scuola fisica, prima ancora che comica: postura, controllo, resistenza. Da lì nasce anche Annalaisa, la parodia di Annalisa diventata uno dei suoi personaggi più amati. Non una caricatura semplice, ma un gioco di specchi fatto di gesti, voce e immaginario pop. «Mi diverto a farla, mi sento un po’ nella cameretta a Lodi dove ero Anastacia e anche Ramazzotti», ha spiegato Lodigiani. Dentro c’è il suo metodo: prendere la cultura pop, riportarla in un posto intimo, poi rimetterla in scena con misura. Senza snobismo. Con mestiere.
La morte del padre, l’analisi e quel bisogno di sdrammatizzare
Il legame tra comicità e dolore torna con forza nel racconto della morte del padre, avvenuta nel 2019. Anche allora, ha spiegato Brenda Lodigiani, il bisogno di sdrammatizzare non si è fermato. «Ho iniziato a tampinare il sacerdote perché volevo raccontargli tutto di lui e volevo che iniziasse con una battuta molto ironica», ha raccontato a Vanity Fair. Una scena che può spiazzare, ma che resta fedele al suo modo di attraversare i momenti più duri: stare dentro l’emozione, cercando comunque uno spiraglio.
Lodigiani ha parlato anche del suo percorso di analisi, durato anni, come di un lavoro necessario per mettere ordine tra vita privata e identità pubblica. Non una posa, piuttosto una manutenzione di sé.
Intanto, attorno a lei sono circolate anche voci di gossip, compreso un presunto flirt con Stefano De Martino, poi smentito. Ma il punto della sua storia resta un altro: trasformare fragilità e memoria in materiale scenico, senza farne una confessione continua. Sul palco ride. Fuori, si capisce, ha imparato perché.