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Ballando con le Stelle, vent’anni di un format che non ci annoia mai. Ma perchè?

Programma che funziona non si cambia: vent’anni dopo il debutto, Ballando con le Stelle è pronto a tornare su Rai 1. Ma cos’è che lo rende così speciale?

25 Settembre 2025 10:17

Venti edizioni in prima serata sono un’anomalia felice nel nostro sistema televisivo. Ballando con le Stelle, adattamento italiano del britannico Strictly Come Dancing, ha definito le linee guida del varietà contemporaneo: talent + storytelling + ritualità del pubblico a casa. La conduzione di Milly Carlucci ha costruito, anno dopo anno, un’idea di sabato sera “classico” ma capace di aggiornarsi — orchestra dal vivo, scale narrative sui concorrenti, look scintillanti e un impianto visivo oggi più vicino a un grande live show.

I numeri aiutano a capire la solidità del marchio: l’edizione 2024 ha chiuso con una media superiore al 25% di share, con punte attorno al 30% nelle fasi calde di stagione. In un panorama frammentato e spesso confuso, resistere vent’anni senza mai perdere un colpo non è nostalgia: è classe.

Ballando con le Stelle: il format che regge (e perché regge ancora)

La forza di Ballando con le Stelle sta in una semplicità ben orchestrata dove le celebrità sono fuori dalla loro comfort zone, i maestri diventano co-protagonisti, la crescita settimanale è misurabile in voti e clip dalle retrovie. Il racconto è un romanzo d’allenamento: in sala prove si soffre, in pista ci si riscatta (a volte). Ma il vero tocco che lo rende inconfondibile è la giuria composta da Carolyn Smith, Fabio Canino, Ivan Zazzaroni, Guillermo Mariotto, Selvaggia Lucarelli, che garantisce un contrappunto di sguardi in cui si alternano tecnica, costume e polemiche da bar.

Tutto intorno, i “Tribuni del popolo” traducono il sentire della platea, mentre l’orchestra dal vivo è un elemento identitario raro nella tv generalista di oggi. Risultato: la puntata scorre via che è una meraviglia, senza nessun ‘abbiocco’, tra performance, micro-archi di redenzione e momenti di varietà alto-basso che la Rai sa ancora confezionare se si impegna.

ballando con le stelle
ballando con le stelle, la giuria

Momenti cult e risse d’antologia che fanno parlare

Venti anni significano anche memoria collettiva. Alcune liti sono passate alla storia per diventare poi dei meme, le scintille fra giurati e concorrenti non ne parliamo. Dallo storico scontro Morgan–Lucarelli alla “fuga” di Guillermo Mariotto in diretta prima del rientro con scuse pubbliche, Ballando con le Stelle ha capitalizzato il conflitto come ingrediente narrativo, quasi fosse il piccante in una ricetta tradizionale.

Il punto è la misura: rispetto ad altri talent, lo show di Milly Carlucci ha usato il rumor come parentesi e non come motore principale. È anche qui che si gioca la sua longevità, in una cornice di spettacolo rigida abbastanza da tenere dentro gli eccessi senza farsene travolgere.

Ballando con le Stelle, tutto pronto per il via: cosa sappiamo della nuova edizione

La ventesima stagione parte sabato 27 settembre su Rai 1 ed è annunciata come la più lunga di sempre: tredici appuntamenti serali che allungano il respiro della competizione e aprono spazio a speciali e variazioni di palinsesto. La prima novità è Paolo Belli in una veste tutta nuova: da storica spalla di Milly, infatti, scende in pista come concorrente. Al suo posto, in collegamento dalla Sala delle Stelle, arriva Massimiliano Rosolino.

La giuria resta quella che conosciamo (e che amiamo), mentre i Tribuni tornano a fare da eco al pubblico e l’impianto scenico — tra ledwall e realtà aumentata — promette un ulteriore salto di qualità dal punto di vista visivo. In streaming resta l’ecosistema RaiPlay, ormai fondamentale per rivedere clip, backstage e contenuti extra.

L’acchiappo Barbara D’Urso e tutto il cast di questa nuova edizione

La lista è pensata per far discutere. La presenza più chiacchierata – e l’acchiappo più succulento – è Barbara D’Urso, al grande rientro in Rai dopo il lungo periodo di assenza. Accanto a lei, volti televisivi come Andrea Delogu e Francesca Fialdini, la verve di Maurizio Ferrini (in modalità Signora Coriandoli), ma anche l’attrice Nancy Brilli, Martina Colombari, Marcella Bella.

ballando con le stelle
ballando con le stelle barbara d’urso

Il capitolo sportivi comprende Fabio Fognini e Filippo Magnini e completano il gruppo il conduttore Beppe Convertini, il cantante Rosa Chemical e, come detto, Paolo Belli. Si tratta di un cast molto variegato che scommette su incastri imprevisti di coppia e su una naturale polarizzazione del tifo.

Cosa aspettarsi in pista: trend, mood e possibili twist di Ballando con le Stelle 2025

Aspettiamoci un racconto molto “personale” su alcuni concorrenti-chiave (D’Urso, Fognini, Magnini), con clip cucite addosso a opera d’arte e coreografie che sfrutteranno sicuramente le loro identità e il loro carattere. Tecnica e spettacolo resteranno equilibrati, ma il ventesimo compleanno di uno dei format più amati della TV spingerà senza dubbio sull’elemento celebrativo: non mancheranno omaggi, cameo, forse anche una notte “multimaestri” per elevare l’asticella della performance.

Sul fronte social, probabile crescita del second screen con hashtag dedicati e micro-contenuti verticali pensati per TikTok. Qui la dimensione pop del programma sarà amplificata, ma con la regia ferrea che contraddistingue il marchio. La parola d’ordine è sempre una sola: don’t mess with Milly Carlucci!

Le aspettative, anche in termini di ascolti, sono alte, soprattutto perché l’allungamento a 13 puntate chiede costanza più che fuochi d’artificio. La concorrenza del sabato sera, inoltre, imporrà tattiche di gestione del ritmo e delle scalette, con le “notti evento” a fare da booster. Se il racconto dei personaggi funzionerà, Ballando con le Stelle ricreerà quel patto di fedeltà che negli anni ha tenuto insieme famiglie e pubblico generalista.

Il cast 2025 è un mix preciso di volti che generano conversazione e di storie che garantiscono il giusto appeal. È lì che il programma vince da sempre, tra disciplina e tifo, glamour e fatica. E se qualche polemica dovesse tornare a bussare, pazienza: il parquet, alla fine, mette tutti d’accordo (o quasi)