Ballando con le Stelle, Alessandra Mussolini: “Le mie scuse alla comunità LGBT sono state sincere. Credo che occorra fare di più”

La concorrente di Tale e Quale Show sempre più lontana dalle posizioni del passato.

Ospite di Da noi … A Ruota Libera, il contenitore domenicale condotto da Francesca Fialdini su Rai 1, Alessandra Mussolini è tornata a parlare di comunità LGBT e addirittura di fluidità.

La conduttrice le ha chiesto: “Erano sincere le tue scuse per certe tue affermazioni alla comunità LGBT a Ballando con le Stelle?“. L’ex europarlamentare ha risposto:

“Assolutamente sì. Devo dire la verità: vedendo anche quanto soffrono i ragazzi, gli adolescenti, quando hanno paura di dire le verità in fondo nella famiglia, capisci che hai proprio toppato. E ti posso dire anche un’altra cosa: penso che si debba fare anche di più perché molto spesso mi hanno detto – ho parlato con alcune persone – che spesso i ragazzi maschi diventano anoressici proprio in quanto non riescono ad esprimersi. Ma poi basta con questo sess0 e sessualità? Vuoi vedere che divento fluida pure io?”.

Ma riavvolgiamo il filo. Tutto nasce quando nel marzo del 2006 a Porta a Porta si affrontano in studio l’allora onorevole Alessandra Mussolini e Vladimir Luxuria, appena eletta alla Camera dei Deputati nonché prima politica transgender. La foggiana le dà della fascista, la diretta interessata le risponde col celebre “Meglio fascista che fr0ci0“.

Quasi quindici anni dopo, nel 2020, a Ballando con le Stelle, Alessandra Mussolini è in gara. Il conduttore de La Vita in Diretta fa notare in studio che il giudice Fabio Canino è alquanto silenzioso dopo le esibizioni della nipote di Sophia Loren. Canino ha spiegato che il motivo di tale silenzio era da ricercarsi proprio in quell’episodio. Il maestro della Mussolini, Mykel Fonts, dice che le due si erano chiarite in Storie Italiane, il programma di Rai 1 di Eleonora Daniele, ma alla fine l’ex onorevole pronuncia una seppur parziale marcia indietro:

“C’era la famosa trasmissione (Porta a Porta, ndr) …. stavamo facendo un dibattito politico, Vladimir ha iniziato ad attaccare… quando uno dice fascista… era stato fatto come un attacco. A me quando mi contesti non per quello che dico ma per il cognome,  per chi rappresento… Certamente, in un momento così, questa cosa non andava detto. Certamente da parte mia e di Vladimir ci sono state delle frasi sbagliate e fuori luogo”.