Alessandro Greco: “Ho detto no all’Isola dei famosi, mai più reality. Cook40 è la mia perla preziosa”

Alessandro Greco commenta il ritorno in tv con Cook40, rivela di aver detto no all’Isola dei famosi, difende Miss Italia e critica i reality

“Alessandro Greco ottimo professionista, grande bravura… ma non gli possono dare niente di meglio dell’ennesimo programma di cucina?” Nelle ultime ore, prima e dopo il debutto di Cook40 su Rai2, sui social di commenti così se ne trovano…

Li ho letti anche io. E dico che mi piace trasformare in perle preziose quello che ho. Ho una propensione verso l’intrattenimento, ma non ho il potere decisionale sui palinsesti e questo è bene che lo si spieghi al pubblico che può non saperlo.

4,15% di share, 444 mila spettatori per la prima puntata. Soddisfatto?

Ottima partenza, considerando anche il bacino di ascolto di quella fascia. Il pubblico, ogni volta che mi rintraccia nel palinsesto, risponde sempre in maniera generosa.

Un dato migliorabile o più di così non si può?

Non lo so, credo sia migliorabile… alle padelle l’ardua sentenza! (ride, Ndr)

Mettiamo da parte per un attimo gli ascolti, soddisfatto anche del prodotto televisivo in sé?

Sì, già dalla puntata di sabato prossimo (ore 12.00, su Rai2, Ndr) vogliamo far vedere di più le fasi di preparazione delle varie portate e la gara, che è un modo per giocare in una dimensione familiare. L’elemento di leggerezza e intrattenimento si è visto già sabato scorso. Questo programma può diventare l’appuntamento fisso della famiglia italiana che si ritrova prima di mangiare insieme.

Torno agli ascolti per osservare che Cook40 al debutto ha fatto registrare ascolti più alti di Citofonare Rai2, titolo in onda ormai da mesi nella stessa fascia oraria alla domenica.

Paola (Perego, Ndr) e Simona (Ventura) fanno un programma molto gradevole. Il tuo è un parallelismo non pertinente, secondo me. Loro alla domenica si scontrano con ben altri competitor. E poi bisogna anche considerare il budget a disposizione di una produzione. Sempre più spesso si chiede ai conduttori di fare le nozze coi fichi secchi…

Niccolò Fabbri nella recensione scritta per TvBlog ha notato che il timer dei 40 minuti dopo poco è sparito in grafica. Un controsenso, visto che il format di Cook40 si basa proprio sul concetto dei 40 minuti a disposizione per realizzare un menù, no?

Non so se sia stata una scelta voluta – non mi occupo del confezionamento – ma posso dirti che nelle prossime puntate cercheremo di accentuare questo concetto, per dimostrare che veramente quello che viene preparato viene realizzato in quel minutaggio.

È vero che la tv italiana cerca di sopperire alla generale mancanza di idee facendo ricorso alla cucina?

Non sono d’accordo. Cook40 è una proposta appropriata rispetto al giorno e all’orario di messa in onda. Più in generale, certo, si potrebbe sperimentare di più, mancano un po’ le idee, ma soprattutto manca il coraggio di sperimentare, di osare, di vedere se si può proporre qualcosa di diverso. Per esempio, io svilupperei di più il mondo dei game. E invece c’è la tendenza ad accomodarsi, a non volersi mettere in gioco.

Qualche mese fa in un’intervista a TvBlog, spiegasti che l’obiettivo è dare continuità al tuo lavoro in tv. Qualcosa è cambiato?

No, non si riesce mai a porgere lo sguardo a lunga gittata. Anche se noto che Cook40 è figlio dell’ottimo risultato di Dolce Quiz. In questo caso, quindi, c’è stata la continuità per come la intendo io, ossia squadra che vince, non si cambia. Questo serve per fidelizzare il pubblico.

Dopo Cook40 cosa c’è in vista per Alessandro Greco?

Al momento ho le altre 11 puntate di Cook40 da realizzare. Poi non so cosa potrà succedere nella prossima stagione.

Palinsesti Rai già chiusi ormai, ma tu la rifaresti la tv estiva?

Non sono choosy, come direbbe la ministra Fornero, ho fatto e rifarei la tv estiva. È un periodo propizio per sperimentare. Non ho alcuna preclusione, sono un conduttore quattro stagioni, come la pizza (ride, Ndr).

Apriamo il capitolo Miss Italia. Cosa è successo?

Assolutamente nulla. Dopo la grande festa per gli 80 anni, c’è stata l’edizione – direi eroica – del 2020, in piena pandemia, alla quale ho preso parte. L’anno scorso, invece, non ho ricevuto segnali; ho poi saputo che si erano organizzati in quella maniera (il concorso è andato in onda sulla piattaforma OTT Helbiz Live, Ndr): una modalità moderna, che snellisce l’impianto del concorso, che come spettacolo e fenomeno di costume che valorizza la donna deve assolutamente andare avanti.

Quindi, per te Miss Italia non è tv anacronistica.

Sono d’accordo sul togliere gli inutili orpelli, ma Miss Italia deve assolutamente andare avanti. Per me la soluzione ideale è un’unica serata, un’ora e quaranta di show. Ma deve andare avanti, perché è un appuntamento classico, come Sanremo.

Qualche settimana fa hai scritto un tweet molto critico nei confronti de La Pupa e il secchione show

Nei reality assistiamo allo svilimento delle persone in generale e delle donne in particolare. In quel programma la donna è rappresentata come una specie di bambola incapace di intendere e di volere.

Tu però il reality lo hai fatto, con tua moglie Beatrice Bocci: La Talpa, era il 2005…

Siamo stati la prima coppia in un reality. È vero, abbiamo pagato dazio anche noi con il reality, anche se era all’interno di un accordo in esclusiva con Mediaset di 15 mesi. In quel programma mai ci siamo sentiti sviliti come persone, era un reality game. Per questo parlo, proprio perché l’esperienza del reality l’ho fatta. Spesso i reality vengono impostati per tirare fuori il peggio dalle persone.

Tornando a Miss Italia, umanamente non sei amareggiato per non essere stato considerato nonostante non ti fossi tirato indietro nel 2020, nel pieno della pandemia?

No. Quando si decide di esserci lo si fa liberamente. Quell’edizione l’ho condotta non aspettandomi poi una gratificazione, ma perché mi sentivo di farlo. E poi non l’ha prescritto il dottore che un evento debba essere condotto sempre dalla stessa persona. L’importante è che Miss Italia vada avanti. Io comunque resto sempre a disposizione.

Venerdì scorso Francesco Gabbani ha condotto su Rai1 Ci vuole un fiore. Gabbani non è un conduttore…

Ci vorrebbe un po’ più di ordine: non credo molto nel fatto che tutti possano fare tutto; quello show credo rientrasse nel racconto dell’artista, come accaduto con Ranieri, Zero, Mannoia, ecc… ma se ti rivolgi ad un dentista, non credo possa risolverti facilmente una pratica legale. Io sono per la specificità del mestiere.

Da molti anni sei uomo Rai. Ci sono stati contatti con altre aziende televisive di recente?

Sì, vengo contattato spesso. Anche se debbo dire che la mia storia nasce in Rai e sono fortemente legato a questa azienda.

Tra i contatti extra Rai ci sono anche quelli per partecipare a reality show?

Sì, di continuo. Recentemente, io e Beatrice siamo stati contattati per l’Isola dei famosi, dove stanno partecipando tante coppie. Abbiamo ringraziato tantissimo per il pensiero, ma abbiamo già dato…

Lo devo considerare come un ‘mai più in un reality’?

Sì, considerando l’esperienza che abbiamo fatto e considerando la piega che hanno preso questi programmi negli anni, mi sento di poter affermare: abbiamo già dato!