Sposami, un autogol della fiction Rai che cita Marra, Real Time ed Enzo Miccio

In Sposami, la fiction di Raiuno, si cita Real Time ed Enzo Miccio, cercando di catturare il pubblico del factual. Invece si evidenziano i propri limiti

Che “Sposami” fosse un esperimento totalmente diverso dal revival di “Per tutta la vita” lo si poteva capire fin dai protagonisti: Francesca Chillemi e Daniele Pecci, due volti giovani, la prima ancora poco affermata nella recitazione, il secondo noto agli amanti delle fiction. Il loro matrimonio catodico nasce quindi sotto le intenzioni di strizzare l’occhio ai più giovani.

Ma la fiction di Raiuno va oltre la scelta di un cast mirato per provare a fare breccia nel cuore dei telespettatori. No, non propone una sceneggiatura brillante ed all’altezza di quelle commedie romantiche hollywoodiane a cui gli autori si sarebbero ispirati.

Quello che ci ha stupito alla visione della prima puntata della serie tv è l’uso, delicato ma comunque evidente, di due elementi della cultura pop/trash degli ultimi tempi. Roba che per un telespettatore medio di Raiuno sarà apparsa come irrilevante e senza significato ma che, invece, un significato ce l’ha. Parliamo di come, ad esempio, furbescamente gli autori abbiano inserito nelle prime scene un “cult” della letteratura italiana come “Il labirinto femminile” di Alfonso Luigi Marra (quello “Bellissimo” secondo la Arcuri) tra i libri della libreria del protagonista. Non un caso, a vedere da come il libro è stato posizionato rispetto agli altri volumi, che se non ha fatto balzare dalla sedia il pubblico, di sicuro avrà fatto sorridere per la sua presenza ed il ricordo del tormentone che era diventato.

Sposami
Sposami, la fiction di Raiuno Sposami, la fiction di Raiuno Sposami, la fiction di Raiuno

SposamiSe questo, però, si può considera un easter egg all’italiana, stupisce di più invece vedere Raiuno piegarsi di fronte alla moda delle reti minori del digitale terrestre, e nello specifico a Real Time. Mai era successo, infatti, che i personaggi di una fiction Rai si ritrovassero a vedere qualche immagine di “Wedding Planner” commentando così il ruolo di Enzo Miccio ed i suoi gusti sessuali:

-“Ed io dovrei fare questo? Grazie…”
-“Vabbè mica devi essere per forza gay”
-“No, devi essere per lo meno gay per fare una cosa del genere. Matrimoni a Battipaglia, incontriamo i genitori di Claudia… Ma che gliene frega a un uomo di tutto questo?”

La scena spazza via il resto della puntata e fa riconoscere alla tv di Stato, una volta per tutta, il trend crescente del genere factual e delle tv che campano solo con questo. Così, un tentativo di strizzare l’occhio a chi in questi anni si è fatto una cultura catodica tra “Wedding Planner” e “Ma come ti vesti” si è trasformato in un triste autogol che ammette e cerca di sfruttare invano la popolarità ormai nota di un canale lontano dalla liturgia di Raiuno.

“Sposami”, che si era presentata come una commedia frizzante, manca di quel dinamismo, curiosità ed originalità che programmi a sfondo nuziale come “Quattro matrimoni” e “Non ditelo alla sposa” riescono con poco ad ottenere. Programmi che, coincidenza, vanno in onda sulle reti televisive tematiche.


Sposami, la fiction di Raiuno

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