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Il promo di Dr. House su Canale 5

Nell’attuale quadro creativo da encefalogramma piatto di Canale 5, ci voleva il Dr. House per arrivare a tanto. In occasione di un nuovo acquisto così importante, siamo in preda di un battage pubblicitario senza precedenti negli ultimi anni, con promo a tendenza personalistica e la mobilitazione[…]

Nell’attuale quadro creativo da encefalogramma piatto di Canale 5, ci voleva il Dr. House per arrivare a tanto.
In occasione di un nuovo acquisto così importante, siamo in preda di un battage pubblicitario senza precedenti negli ultimi anni, con promo a tendenza personalistica e la mobilitazione degli stessi doppiatori. Dalla viva voce dei beniamini seriali il telespettatore viene invitato a seguire il prodotto nella sua nuova collocazione, decantata ancora una volta come promozione privilegiata e ambiziosa.
Dopo aver affossato serie da intenditori come Ally Mc Beal e I Soprano e aver fatto il botto estivo con un telefilm fantasma come Invasion, l’ammiraglia Mediaset si riappropria di un telefilm in qualità di serio competitor in periodo di garanzia.
Era dai tempi de I segreti di Twin Peaks che l’autunno televisivo di Canale 5 non mandava in prime time una serie tv e ora, come opportunamente rilevato dalla nostra Debora, si torna sul luogo del delitto senza alcun rispetto di coordinate editoriali.
Quel bisbetico indomabile di Gregory House continua a fare sfracelli mentre noi ci difendiamo coi film di Vanzina? Non resta che scipparlo a Italia 1 alla stregua di una trattativa per accaparrarsi Bonolis o i diritti del calcio.
Il trasloco intra-aziendale del telefilm-evento più seguito degli ultimi tempi è la testimonianza di come anche un prodotto di qualità e indubbio valore artistico diventi carne da macello per interessi puramente economici.
Va detto, infatti, che Canale 5 quest’anno è più agguerrita che mai e, come reso noto da un recente comunicato, è dopo tanti anni in vantaggio di un punto su Raiuno (per quanto riguarda la prima serata).
Che i serial lovers più blasonati amino una propaganda così “rustica”, per quanto di forte impetto sensazionalistico, c’è da avere qualche dubbio.
Ma una cosa è certa: ormai il Dr. House è diventato patrimonio dei beni seriali della tv generalista e, almeno in questo caso, non c’è Sky o Emule che tenga.
Ci manca solo che – in futuro – la concorrenza gli mandi contro Ncis per assistere alla sfida telefilmica più commerciale del secolo.

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