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Agcom, ok a sconto frequenze per Rai e Mediaset

Intanto ci sono novità sul canone Rai, che sarà finanziato dalla Lotteria Italia

Il Consiglio dell’Autorità per le comunicazioni (Agcom) ieri ha approvato a maggioranza i nuovi criteri di determinazione dei contributi annuali per l’utilizzo delle frequenze nelle bande televisive terrestri. Di fatto è arrivato lo sconto milionario per Rai e Mediaset, che, se e quando il provvedimento vedrà la luce definitivamente, pagheranno molto meno il canone per la concessione delle frequenze.

Il vecchio sistema imponeva ai broadcaster di versare l’uno per cento del fatturato editoriale; pertanto Rai e Mediaset insieme, versavano all’erario annualmente poco più di 50 milioni di euro. Grazie alla nuova delibera Agcom, i milioni scenderanno a 12,56 a testa.

Nel comunicato stampa diffuso, si legge che l’Agcom rimette al governo “la valutazione circa la sua compatibilità” con il comma del decreto secondo il quale non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Tuttavia non può non stupire la decisione assunta dal Consiglio dell’Autorità per le comunicazioni, nonostante i rimproveri dell’Unione europea, le riserve del governo italiano e la netta contrarietà dei piccoli editori, a partire da La7. Infatti ad essere penalizzati sono proprio questi ultimi, costretti a pagare cifre proporzionalmente più alte, sebbene scaglionate nel tempo.

Il nuovo modello è collegato al numero e alla qualità della frequenze e non più alla ricchezza che producono. L’Erario incasserà in totale dai canoni per le frequenze tv 900 milioni di euro (50 milioni l’anno) ossia 103 milioni circa in meno, e il costo dell’affitto di ogni multiplex sarà poco più di due milioni l’anno, con il canone che ricadrà sulle società che gestiscono le torri di trasmissione, Rai Way e Elettronica Industriale (per Rai e Mediaset)

A favore della delibera hanno votato i commissari Antonio Martusciello (ex Publitalia e sottosegretario del governo Berlusconi), Francesco Posteraro (in quota Udc) e Antonio Preto (ex assistente di Tajani e Brunetta). Contrario il presidente Agcom Angelo Marcello Cardani. Antonio Nicita, che ad agosto si era detto favorevole alla delibera, si è invece astenuto.

Intanto segnaliamo a margine una novità che riguarda il canone Rai, che potrebbe essere alimentato dai fondi della Lotteria Italia. In pratica gli italiani acquistando i biglietti della storica Lotteria finanzieranno la televisione pubblica. Ma il governo sta lavorando anche ad altre modifiche inerenti al pagamento del canone, che potrebbe trasformarsi in un’imposta di consumo, più alta per alcune tipologie di acquisti più costosi.