Piazza Grande mette in panchina Monica Leofreddi

Metti Monica Leofreddi alla mercé di Michele Guardì e la retrocessione è assicurata. In fondo era prevedibile, ma, nonostante ogni infausta previsione, vederlo con i propri occhi dà dell’incredibile. Piazza Grande, un programma che in confronto al revivalismo a ripetizione dei palinsesti è preistoria allo stato puro, è riuscito nell’impresa che tutti temevano: azzerare di

monica leofreddi piazza grandeMetti Monica Leofreddi alla mercé di Michele Guardì e la retrocessione è assicurata. In fondo era prevedibile, ma, nonostante ogni infausta previsione, vederlo con i propri occhi dà dell’incredibile.
Piazza Grande, un programma che in confronto al revivalismo a ripetizione dei palinsesti è preistoria allo stato puro, è riuscito nell’impresa che tutti temevano: azzerare di un botto la carriera di una conduttrice.
Stiamo parlando dell’inflessibile madrina di casa de L’Italia sul Due, che l’anno scorso ha commesso la malaugurata scelta di rinunciare al salotto prandiale per condurre Donne, talk show al femminile destinato a vita breve. E, poiché chi lascia la strada vecchia per quella nuova sa quel che lascia ma non sa quel che trova, la Leofreddi si è ritrovata inevitabilmente ‘sfrattata’ dalla sua isola felice (senza riuscire ad ambire a quella realitistica di immutata proprietà Ventura).
E, giusto per rimanere in tema di proverbi geriatrici, ha preferito il motto ‘Chi va a Roma perde la poltrona’. La sua principale priorità, infatti, dopo anni di Italia sul Due a Milano, era quella di tornare a lavorare nella città in cui vive.
Decidendo di anteporre la vita privata alla carriera, non le rimaneva che un’ultima spiaggia: chiedere asilo catodico agli studi di Via Teulada, dove da anni alberga la dittatura Guardì. In questo modo, avrà pensato, un altro anno di presenza in video è assicurato, senza patemi d’animo o il rischio di diventare l’ennesima Roberta Capua da una serata e via.
Peccato che l’umiliazione del declassamento sia troppo cocente: l’altera Monica si è trovata a ereditare il ruolo sorridente che fu di Roberta Lanfranchi come di Stefania Orlando (l’unica a imporsi con una vocazione pseudo-giornalistica è stata Paola Saluzzi, recalcitrante a ogni coinvolgimento in lazzi e giochini).
Per un’inspiegabile visione maschilista che ancora regna sovrana nella tv di Guardì (non a caso, le Milly Carlucci da lui lanciate erano sempre affiancate al Frizzi di turno), la Leofreddi non ha alcun modo di rompere la leadership di Magalli, che pure avrebbe bisogno di un po’ di fiato in due ore di diretta.
E’ così che la vediamo mendicare un briciolo di visibilità tra un blocco preimpostato e l’altro, senza mai riuscire ad avere la scena tutta per sé. L’unico momento che promette bene (e in cui dimostra di avere esperienza) è quello dell’Edicola, che la vede discutere dei fatti del giorno con direttori alternati dei principali quotidiani italiani. La Leofreddi mostra finalmente spirito di iniziativa e capacità di imbastire un contradditorio, a differenza delle sue antesignane che si limitavano a recitare il classico ‘Passiamo a un’altra notizia’. Tuttavia, a rompere l’unico momento di gloria è la rigorosa irruzione di Magalli per il momento dei saluti, una delle tante fissazioni autoriali del Comitato per ribadire la dominanza del presentatore maschio.
Per il resto ci sono i soliti giochini, con la Leofreddi convertita come ogni neo-adepta alle battute sul vaso cinese o al monito ‘Dite Piazza Grande’, che Guardì mette nel congelatore un anno per poi riesumarlo nostalgicamente l’anno successivo.
Giusto per parlare di novità, in un programma che non ne regala mai, va segnalata la presenza di un blocco pubblicitario intorno alle 12.30, notizia clamorosa se pensate che per anni il programma andava in onda senza reclame, e poi l’introduzione di un nuovo gioco, l’Hotel dei Famosi, dove al pubblico da casa viene chiesto di indovinare, in base al contenuto di una valigia, il nome del personaggio famoso che l’ha “smarrita”.
Della serie, goliardia portami via (poi ci stupiamo che Forum continui a coinvolgerci dopo anni di dignitoso servizio). Tra pubblico ingessato sullo sfondo, l’oroscopo di Paolo Fox che contraddice qualsiasi tempo televisivo e le storie strappalacrime di vent’anni fa, era inevitabile che persino la Leofreddi ne uscisse con dieci anni di gavetta in meno (e qualche chilo di troppo per non passare inosservata sullo schermo).

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