The Quest, sulla Abc il reality show che incontra il fantasy

Sulla Abc va in onda The Quest, reality show che porta i concorrenti in un regno immaginario, dove dovranno combattere contro draghi ed orchi per vincere, unendo le caratteristiche del reality a quelle del fantasy

Il fantasy si espande fino ai reality: la Abc, da giovedì, manda in onda The Quest, nuovo reality show, appunto, ambientato in un contesto che farà contento qualsiasi appassionato di fantasy. Una sfida, quella del network, che ha deciso di mandare in onda lo show nel periodo estivo -un po’ per sperimentarlo, un po’ per non correre rischi-, affidandosi però ad esperti di entrambi i generi, ottenendo un tiepido riscontro, con 2,8 milioni di telespettatori (0.7 rating nella fascia 18-49 anni).

Lo show, infatti, è prodotto da Profiles Television Productions, a cui si deve il competition show The Amazing Race, da Court Five, che ha contribuito alla realizzazione della trilogia de Il Signore degli anelli, e da Green Harbor. Le riprese della serie sono state effettuate in un castello austriaco, dove i concorrenti hanno vissuto ed hanno gareggiato tra prove e nomination.

Perchè, nonostante l’ambientazione inedita, The Quest è pur sempre un reality show, ed i concorrenti devono sfidarsi per vincere il titolo di “Vero eroe”. Il regolamento è molto semplice: dodici concorrenti, chiamati “paladini”, si ritrovano nel mondo fantastico di Everealm, dove devono affrontare forze maligne per salvare il regno di Saenctum. Al di là della missione, alla fine di ogni episodio i concorrenti dovranno votare chi, tra di loro, deve essere esiliato e, quindi, lasciare il gioco. La nomination, a differenza di altri reality, sarà fatta palesemente, un modo per aumentare la suspence, spiega la produttrice esecutiva Jane Fleming:

“Dovranno sostenere le proprie decisioni, cosa che crea una serietà nel momento in cui sarà fatta la nomination, nel momento che la persona [che stai eliminando] ed i tuoi amici sanno cosa stai votando”.

Se la parte più collegata allo schema del reality non sembra riservare particolari sorprese, The Quest sembra puntare di più sull’ambientazione, con comparse ed effetti speciali (ovvero draghi ed orchi) creati per l’occasione. L’idea, dunque, è quella di unire la parte “unscripted” del reality a quella “scripted” di un racconto vero e proprio, con personaggi che dialogheranno con i partecipanti. Il tutto, con una cura particolare a ciò che circonderà i “Paladini”, come spiega Stuart Frosser, production designer dello show, nel video in alto:

“Ogni sfida, ogni set, coinvolge l’uso di parti prostetiche, animatronic, costumi, comparse, effetti speciali […] Non è come qualsiasi altro tv show”.

Un modo, insomma, per cavalcare l’onda del fantasy che piace sempre di più ai telespettatori (il successo di Game of Thrones, ma anche del già citato Il Signore degli anelli e del prequel Lo Hobbit lo dimostrano), senza rinunciare alle regole dei reality a cui la tv americana e non solo deve tanto negli ultimi anni. A questo proposito, la Fleming ha trovato delle somiglianze tra i due generi:

“Nel fantasy, parti con un gruppo di persone ed uno ad uno, dopo alcune circostanze, vengono eliminati. Quindi resta un unico eroe. Entrambi i generi raccontano il viaggio di un eroe”.

Certo, definire un eroe il vincitore di un reality è un po’ troppo, ma se questo riesce a vincere dopo aver sconfitto creature mostruose, salvato popolazioni e vissuto dentro un vero e proprio castello senza le comodità moderne, potrebbe essere lecito chiamarlo “eroe”. Televisivo, però.


The Quest

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Gianni Boncompagni