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David di Donatello 2014, Ruffini: “Non mi pento della ‘topa’ alla Loren. Lo avesse detto la Littizzetto non sarebbe successo nulla” (VIDEO)

Ruffini contrattacca definendo quello formato da attori, registi e addetti ai lavori “pubblico rompicogli0ni e spocchioso” incapace di prendersi meno sul serio

Come mai Paolo Ruffini è arrivato a tale conclusione? Chiaramente il riferimento è alle polemiche che la conduzione dell’attore livornese della cerimonia di premiazione dei David di Donatello 2014 – in coppia con la dimenticata (anonima?) Anna Foglietta – ha scatenato. Alcuni quotidiani hanno parlato di gaffes commesse dall’ex conduttore di Colorado, in particolare per aver dato della “topa meravigliosa” a Sophia Loren.

Oggi diamo conto della difesa di Ruffini, affidata a La Zanzara, programma radiofonico durante il quale ieri pomeriggio è intervenuto:

Perché dovrei pentirmene? Non ci penso nemmeno. Per me è dire ad una donna che è una topa meravigliosa è un complimento eccezionale. Non credo sia deprecabile. Topa significa bella ragazza.

Ruffini ha detto di non credere che la Loren se la sia presa, anche se non ha avuto modo di verificarlo, e ha spiegato che la premiazione dei David “è sempre stata una rottura di coglioni inenarrabile” e per questo “noi si è cercato di animarla”. Ruffini ha ribadito che “topa meravigliosa” non era studiata, ma non è un gaffe. E come dargli torto, in effetti?

L’attore ha fatto notare che è stata la Rai a volerlo su quel palco, nonostante lui sia legato da un contratto a Mediaset. Dunque, perché attaccare lui e non la tv pubblica che ha preferito puntare su una conduzione irriverente piuttosto che su una istituzionale (Ruffini ha citato Giletti e Piombi, per esempio – mentre su TvBlog abbiamo pensato a Paolo Bonolis)?

Ma non è finita. Ruffini è passato al contrattacco definendo quello presente agli Studi Nomentano 5 (costituito da registi, attori e addetti ai lavori) un “pubblico rompicogli0ni e spocchioso”. Quindi dopo aver detto che Paolo Sorrentino “un po’ si sente sto caxxo”, è tornato sulla “polemica inutile” della “topa”:

Lo avesse detto la Littizzetto non sarebbe successo nulla.

E come dargli torto, in effetti?

Ruffini, con alle spalle esperienze da attore in commedie di non particolare spessore, si è spinto oltre utilizzando una metafora da far invidia alla “topa”:

Il problema di questo tipo del cinema italiano è la totale mancanza di autoironia. È gente che scorreggia in una stanza, se l’annusa e si fa i complimenti.

A voler analizzare per bene la serata dei David e la ovviamente non impeccabile conduzione, l’unica vera gaffe commessa da Ruffini è stata la dimenticanza di una nomination (ma nessuno praticamente lo ha notato). Altro momento imbarazzante è stato il tentativo di intervista a Marco Bellocchio, ma più per colpe degli autori che del conduttore (anche se un minimo di padronanza del tema gli avrebbe fatto evitare di dire – leggendo il gobbo – che il regista è stato scoperto in America “dopo tanti anni”).

Per il resto confondere la gag improvvisata di Valerio Mastandrea o il bonario rimprovero del livornese Paolo Virzì come gaffes è insensato.
Anche perché in fondo l’unica gaffe dei David 2014 è stata quella rimediata dalla Bnl al momento della premiazione di Pif. Ma, chissà perché, ha conquistato meno titoloni del povero Ruffini.