Paolo Bonolis, l’ultima carta per far resuscitare i David Di Donatello

Il conduttore romano è artefice della soddisfacente serata dei 100 anni del CONI.

Oggi è stata una giornata particolarmente prolifica per le serate istituzionali. La Rai, infatti, nello stesso giorno, ha trasmesso sia la serata evento dedicata al centenario del Comitato Olimpico Nazionale Italiano che l’edizione 2014 dei David Di Donatello.

La disparità di trattamento, ovviamente, si è vista ed è stata notevole: i 100 anni del CONI sono stati celebrati in diretta, con la Rai che ha chiesto addirittura Paolo Bonolis in prestito a Mediaset; i David Di Donatello 2014, invece, sono andati in onda sempre in diretta ma miseramente relegati su Rai Movie, con replica sulla prima rete in seconda serata.

Ormai non è più un mistero: il David di Donatello, come già avevamo sottolineato, viene organizzato con lo stesso impegno con cui un gruppo di amici programma una serata in pizzeria, con la differenza che una serata in pizzeria con gli amici è divertente mentre i David di Donatello, no.

Già dal monologo introduttivo di Paolo Ruffini, che ha citato tutti i titoli dei film italiani coinvolti, un qualcosa che non ti aspetti nemmeno ad una recita di scuola elementare, si era già capito che l’edizione 2014 di quello che dovrebbe essere l’evento per eccellenza del cinema italiano (reduce da un’ottima stagione, tra l’altro) sarebbe filata liscia, senza guizzi, per terminare mestamente il proprio percorso nel dimenticatoio televisivo.

L’edizione 2014 dei David di Donatello, purtroppo, ha pagato il dazio dell’edizione precedente che ebbe una grande chance, con la diretta in prima serata su Rai 1. Purtroppo, i conduttori Lillo & Greg (la colpa, ovviamente, non è da addebitare solo a loro) non riuscirono a stravolgere un format anonimo e glaciale come non mai.

Come già scritto, questa sera sono stati festeggiati in Rai anche i cent’anni del CONI. In questo caso, nonostante alcune classiche scelte autorali che fanno scappare il pubblico verso altri lidi (i monologhi degli attori in primis), Paolo Bonolis è riuscito nell’impresa di evadere dalla tagliola della serata istituzionale fredda e impostata, offrendo anche attimi divertenti di varietà in una serata, inutile negarlo, ad alto rischio noia.

Si parla spesso dell’eventualità che Bonolis conduca il suo terzo Festival di Sanremo che è già un successo annunciato, considerando i precedenti.

Perché, invece, non azzardare la candidatura del conduttore di Avanti un altro come prossimo padrone di casa per l’edizione 2015 dei David di Donatello?

E’ troppo facile affermare con decisione che i David Di Donatello hanno già avuto la propria opportunità, malamente sciupata, e che quindi meritano il ghetto televisivo.

Il cinema italiano, invece, merita di essere celebrato come si deve (non si può vedere il più importante premio cinematografico italiano in onda nel preserale) e Paolo Bonolis, che potrebbe reinterpretare i David di Donatello con il suo stile, potrebbe essere una soluzione.

Perché tanto accanimento terapeutico?

Perché se si insiste con gli Oscar Tv, che sono un altro evento disastro e che con l’ultima edizione hanno raggiunto il Nadir della credibilità, si può tranquillamente farlo anche con i David di Donatello.

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