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60 sul 2, l’omaggio per i 60 anni di Rai 2 “meglio di così, non poteva veni'”

La recensione di 60 sul 2, il programma con il quale Rai 2 ha festeggiato, sobriamente, il proprio sessantesimo compleanno.

60 sul 2, sostanzialmente, si è rivelato un programma di nicchia, indirizzato ad un pubblico selezionato, per due motivi.

Oltre 150 minuti di filmati d’archivio, che hanno ripercorso in modo sufficientemente dettagliato (anche se non propriamente ordinato) i sessant’anni che Rai 2 ha festeggiato precisamente e sobriamente lo scorso 4 novembre, infatti, alla vigilia, potevano essere principalmente rivolti giusto ad un pubblico appassionato di televisione. In 60 sul 2, è mancata, ad esempio, la narrazione e la contemporaneità di Techetechetè, tra l’altro, citato ironicamente, ad inizio puntata, da Emanuela Fanelli.

Il secondo motivo riguarda proprio la scelta di Emanuela Fanelli come conduttrice/narratrice/disturbatrice (nel senso buono) di questo speciale. L’aver puntato sulla comica romana ha significato strizzare ulteriormente l’occhio al target maggiormente appetibile per un prodotto come questo, il pubblico dei social, in breve.

La conduzione di Emanuela Fanelli, tra l’altro, è stata anche divertente, perché dissacrante il giusto, nell’introduzione del programma (citazione ad Una pezza di Lundini), in cui ha ironizzato sul momento sofferto che la seconda rete sta eloquentemente attraversando (sarcasmo che ha accompagnato anche il momento dei saluti), nello spazio riservato alle bestemmie, rimembrando i vari emuli di Leopoldo Mastelloni (“Anche il pappagallo di Portobello non ha detto proprio Portobello, andate a risentirvelo!”), oppure nei riferimenti, neanche tanto velati, all’attualità e alla psicosi collettiva da COVID (“Al Rischiatutto, un concorrente era preparato su un unico argomento e rispondeva solo su quello. Oggi, invece, si può essere preparati in niente e rispondere su tutto!”).

Per parlare del rapporto amore-odio tra Mike Bongiorno e le sue vallette, la Fanelli ha citato addirittura Mediaset e la celebre lite del presentatore con Antonella Elia.

60 sul 2: l’omaggio per i 60 anni di Rai 2

Il resto, come già anticipato, ha riguardato essenzialmente filmati d’epoca, accompagnati da testimonianze eccellenti e commenti vari (Marino Bartoletti, Giancarlo Governi, Umberto Broccoli, Gegè Telesforo, Giovanni Benincasa, Marco Giusti e poi Luca Bizzarri, Mia Ceran, Nino Frassica, Enrico Brignano, Virginia Raffaele, Stefano De Martino, Claudio Baglioni, Alessandro Greco, Osvaldo Bevilacqua, Michele Guardì, Gene Gnocchi).

Si è partiti con un racconto cronologico per passare, successivamente, ad una divisione per generi televisivi.

Abbiamo rivisto filmati d’archivio riguardanti Renzo Arbore (Speciale per voi, L’Altra Domenica, Indietro Tutta, Quelli della Notte), Gianni Minà (Blitz), Mike Bongiorno (Il Rischiatutto), Enzo Tortora (Portobello), Roberto Benigni (Onda Libera), con tantissimi ospitate dell’epoca, Fabrizio De André, Massimo Troisi, Paolo Villaggio con Jerry Lewis, Patty Pravo, Muhammad Ali, Monica Vitti, Gino Paoli, Gigi Proietti, Vittorio Gassman.

E poi Alta Pressione, E saranno famosi con Raffaella Carrà, Storia di un italiano, con Alberto Sordi.

Sperimentazione e legame identitario con i giovani: i due fili conduttori paralleli di 60 sul 2 sono stati principalmente questi. Le facili ironie con il presente di Rai 2, ve le risparmiamo.

Per quanto riguarda gli ultimi trent’anni di Rai 2, abbiamo riassaporato l’umorismo sperimentale di show come Pippo Chennedy Show, L’Ottavo Nano, Convenscion, Libero e… BluNotte (secondo la Fanelli) e programmi e varietà musicali come D.O.C., Anima Mia, Furore, Cocktail D’Amore, degno di essere riscoperto, e Stasera a casa Mika.

Da apprezzare, i collegamenti, seppur non frutto di chissà quale miracolo autoriale: da Bla Bla Bla, programma ingiustamente semisconosciuto di Lillo e Greg, giustamente omaggiato, che segnò l’esordio di Virginia Raffaele, collegato al recente Facciamo che io ero, a Macao, con le prime apparizioni di Enrico Brignano, collegato al recente Un’ora sola vi vorrei.

Impossibili da non citare, poi, I Fatti Vostri, con omaggio ad Alberto Castagna, Quelli che il calcio, suddiviso in base alle conduzioni, e Sereno Variabile.

Doveroso, l’omaggio anche ai vent’anni di Stracult.

Tra i titoli recentissimi citati, troviamo, invece, Stasera tutto è possibile e Una pezza di Lundini.

In chiusura, il momento trasgressione con Stryx, C’era due volte e Il cappello sulle ventitrè.

Come già anticipato, i limiti di questo speciale, non certo straordinario qualitativamente parlando, sono stati esorcizzati con il sarcasmo di Emanuela Fanelli che ha regalato anche il titolo perfetto e calzante a questa recensione:

In Rai, ci sono 30 milioni di cassette. Vi farei vedere la faccia di quello che le doveva controlla’ tutte! Meglio di così non poteva veni’!