Sciopero Rai confermato, ma l’Usigrai fa marcia indietro

Ancora una defezione nel blocco sindacale che qualche giorno fa annunciò compatto lo sciopero contro i tagli di Renzi. L’agitazione dei dipendenti è però confermata per l’11 giugno.

Lo sciopero dei dipendenti Rai si farà, ma senza l’Usigrai: il sindacato dei giornalisti Rai ha deciso di non partecipare all’agitazione dopo le votazioni contrarie allo sciopero registrate nelle assemblee che si sono tenute nelle varie redazioni nazionali e regionali. La marcia indietro era nell’aria, visto sia il parere negativo sullo sciopero arrivato del Garante sia le dichiarazioni attendiste del sindacato dei giornalisti dopo le ‘aperture’ del Governo su una riforma organica della Rai, sulla revisione del canone e sulla ‘conservazione’ delle sedi regionali.

In pratica Usigrai non approva la misura del Governo, non è d’accordo sulla vendita di Rai Way ma sceglie la via del ‘confronto’ riformista. In questo segue la CISL, già smarcatasi dallo sciopero qualche giorno fa, con le stesse motivazioni.

 

Lo sciopero dell’11 giugno però è confermato, anche senza i giornalisti e i dipendenti Rai iscritti alla CISL. Le altre sigle sindacali, infatti, hanno deciso di andare avanti e di manifestare contro i tagli del Governo. Slc-Cgil, Uilcom-Uil, Ugl Telecomunicazioni, Snater e Libersind-ConfSal hanno proclamato assemblee per il 9 e 10 giugno, ‘propedeutiche’ all’astensione di mercoledì 11. Sempre che sia poi confermata. Per ora il segretario della Uil, Luigi Angeletti, ribadisce l’intenzione di ‘lottare’ perché la Rai tagli sì gli sprechi e i privilegi, ma senza depotenziare l’Azienda. Insomma, richiamando l’attenzione su quella quadratura del cerchio che tutti vorrebbero, ma che non è banale trovare.

Fino a mercoledì, però, c’è ancora tempo. La questione intanto ha assunto profili sempre più politici, tra ‘pro’ e ‘contro’ Renzi (anche se la Camusso a La7 la pensa diversamente…).