Avanti un altro, Scotti: “Non sono in competizione con Paolo”, Bonolis: “Solo lui poteva farlo”

Scotti ha rivelato di ammirare del collega “il coraggio di prendere dei rischi”, mentre “io sono accomodante, ho evitato tanti spigoli, ho fatto poche scelte rischiose”

È tempo di staffette nella tv italiana. Dopo il cambio di guardia ad Avanti un altro!, su Canale 5, domenica prossima Fabrizio Frizzi prenderà il posto di Carlo Conti a L’Eredità, su Rai1. Segnale di un importante lavoro di squadra, ma conferma anche del fatto che testare nuovi format spaventa sempre di più le reti generaliste.

Intervistati dal settimanale Chi, Gerry Scotti e Paolo Bonolis hanno raccontato come si è arrivati all’idea della sostituzione in corsa. Zio Gerry ha notato che perché riuscisse “era fondamentale la volontà di due conduttori che si rispettano e si ammirano, sfatando il mito che i ‘grandi’ siano in competizione”. Paolino ha assicurato di non essere geloso della sua creatura (è anche autore del programma) e di essere stato lui a proporre al collega di condurlo:

Avevo finito le mie puntate, volevo prendermi una vacanza e lavorare a un progetto di prima serata, così abbiamo trovato questa soluzione: non sono geloso della mia creatura e sapevo che Gerry non avrebbe avuto difficoltà a simbiotizzarsi. È un professionista con più di 30 anni di esperienza e, con tutte le necessità di ambientamento e adattamento che ci sono quando si entra in una situazione magmatica come Avanti un altro!, ho capito che solo lui aveva le caratteristiche per farlo.

L’ex giudice di Italia’s Got Talent (a proposito, sta lavorando con Zerbi e De Filippi ad un nuovo show per il sabato sera di Canale 5, e comunque “chi ha acquistato Italia’s got talent non avrà noi che abbiamo reso grande il format”), ha spiegato che ad Avanti un altro “ho cercato di iniziare in modo non traumatico per rispetto a Paolo ma sto per entrare nella ‘dimensione Scotti’”. Chissà se i telespettatori gradiranno (TvBlog intanto ha fatto il punto della situazione dopo una settimana). In ogni caso Bonolis ha confessato di aver dato al collega almeno un consiglio:

Questo è un quiz-varietà dove devi sposare delle variabili a canovaccio, e non è elementare. Ho consigliato a Gerry di provare ad adeguarsi a un mondo che è ipertonico. E’ ovvio che io abbia tante cose diverse da lui e viceversa, ma le differenze arricchiscono.

Scotti sembra aver colto il senso dello show, anche se lui appare più buono del sempre cinico Bonolis:

Il format prevede che il programma non sia il ‘banco del mutuo soccorso’, come accade in altri quiz, se un concorrente non sa rispondere a domande facili è giusto che io dica ‘avanti un altro!’. Poi Paolo ha momenti di cattiveria unici, se vede una vecchia le vuole saltare addosso, se la vedo io me la bacio, ma queste sono le nostre peculiarità.

Infine i complimenti vicendevoli. Scotti ha detto di ammirare di Bonolis “il coraggio di prendere dei rischi, io sono accomodante, anche fisicamente, ho evitato tanti spigoli, ho fatto poche scelte rischiose”; mentre Bonolis ha detto di apprezzare di Scotti “la professionalità, che è molto alta, e la padronanza del ruolo”. Da segnalare poi l’ammissione di Scotti, a proposito de Il senso della vita: gli “sarebbe piaciuto anche a me fare qualcosa sui sentimenti, sono quelli che ci tengono in vita”.

E tanto per tornare sul tema dei nuovi format, Bonolis ha rivendicato di non aver “mai fatto le stesse cose, ho proposto sempre idee nuove che spesso hanno funzionato” e a Mediaset “non me li fanno fare perché non interessano, mi rivolgo altrove”. Mezza verità.

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