Avanti un altro: Gerry Scotti andava accolto con più fiducia e va premiato per il coraggio

La prima settimana del conduttore di Pavia nel preserale di Canale 5.

Tra i telespettatori di Avanti un altro, il quiz-show condotto da Paolo Bonolis dal 2011, alla notizia della staffetta tra il conduttore romano e Gerry Scotti, è scattata una rivoluzione “da Facebook”. Come tutti abbiamo già notato almeno una volta nella vita, ad ogni cambiamento grafico del famoso social network, infatti, la maggior parte degli utenti demonizza a priori le novità e protesta come se Facebook fosse l’unica ragione di vita (per alcuni lo è davvero). Per Avanti un altro, è scattato il medesimo meccanismo: vade retro Gerry Scotti, aridatece Paolo Bonolis.

L’annunciato insediamento di Gerry Scotti, invece, andava accolto con più fiducia da parte dei telespettatori di Canale 5. Senza sciorinare numeri e noiose statistiche, è sufficiente ricordare che il conduttore di Pavia è in tv da trent’anni e, nonostante il flop di Io Canto di questa stagione, è ancora una garanzia. In questo lungo lasso di tempo, Scotti non si è mai adagiato ai rigidi schemi della conduzione impostata da presentatore navigato ma ha dimostrato, anche in veste di attore e intrattenitore, di essere a proprio agio in contesti anche più allegri e gioviali. Di conseguenza, per Avanti un altro, il curriculum era già ottimo.

E’ doveroso, però, sottolineare che Avanti un altro è stato costruito, e perfezionato in corso d’opera, attorno alla personalità, e all’autoreferenzialità soprattutto, di Paolo Bonolis: il fido Luca Laurenti, le “tette e i culi” che i critici gli rinfacciano dai tempi di Ciao Darwin e i “freaks”, presenti nel cast ma soprattutto presi tra il pubblico, che Bonolis mette al centro dell’attenzione per metterli bonariamente in ridicolo. Questo marchio di fabbrica, quindi, è risultato più che sufficiente per suscitare le perplessità istantanee del pubblico.

A posteriori, dopo ormai una settimana di conduzione fissa, a Gerry Scotti va anche riconosciuto il coraggio per la decisione di indossare l’abito di un altro conduttore senza aver paura di eventuali scuciture (il riferimento alla sua stazza è puramente casuale). Scotti avrebbe potuto apportare delle novità, rimodellare il programma in base alla sua personalità e stile di conduzione e invece ha lasciato intelligentemente tutto così com’era senza “traumatizzare” ulteriormente gli spettatori, comunicando loro inconsciamente che lui è soltanto “di passaggio”.

Gerry Scotti ha saputo limare anche alcuni eccessi beceri del suo predecessore, quelle esagerazioni che evidentemente mancano ad una parte di pubblico, considerando che gli ascolti di Avanti un altro inevitabilmente hanno subito una flessione in questi giorni. Il pubblico andrebbe anche educato in questo senso e non sempre accontentato incondizionatamente.

Questo non è un panegirico al conduttore pavese ma un giusto complimento per l’umiltà che ha saputo dimostrare in questa scelta lavorativa.

Non tutti l’avrebbero fatto, dopo una carriera trentennale.

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