Francesco Arca a TvBlog: “Il mio passato a Uomini e donne non mi infastidisce, ma ora mi sento più completo” (VIDEO)

TvBlog ha rivolto alcune domande al protagonista della settima serie di Rex, la celebre fiction con il cane poliziotto, in onda da lunedì 31 marzo su Raidue

A margine della conferenza stampa di presentazione di Rex, la settima serie italiana (la quindicesima in generale), in onda a partire da lunedì 31 marzo 2014 su Raidue in prima serata, TvBlog ha rivolto alcune domande al protagonista Francesco Arca. L’attore toscano interpreta il personaggio di Marco Terzani. Nel corso della video intervista che vi proponiamo comparirà per qualche secondo anche Domenico Fortunato, che nella fiction è Alberto Monterosso.

La domanda classica è: quali differenze ci sono tra la sesta e la settima serie, visto che in entrambe sei il protagonista?

La settima serie va in una direzione diversa. Già dalla regia di Manetti si può capire che tutto è cambiato, si è cercato di svecchiare il prodotto; anche con la fotografia di Francesca Mitrano e con storie diverse dal punto di vista drammaturgico si è fatto meno giallo e più poliziesco.

Reciterai anche nell’ottava stagione? Ci sono contatti in questo senso?

Ne avrei molta voglia, ma per ora non ci sono stati contatti. Speriamo, incrociamo le dita.

La sesta serie, finita lunedì scorsa, si è chiusa con il 6,5% di media di share…

Non si fanno mai le medie…

Ti aspettavi qualcosa in più? Credi che il cambio di collocazione al lunedì (in passato era il venerdì) abbia penalizzato la serie?

No, io sono contentissimo dei due milioni circa di telespettatori che ci stanno seguendo. È quello il nostro obiettivo. Rai1 sfortunatamente ci ha messo contro altri prodotti molto importanti…

Appunto, per questo ti chiedevo della collocazione in palinsesto…

Sono scelte aziendali, non ci metto bocca. Sono contento che quella percentuale di share continui a crescere, nonostante grandissimi prodotti su altri canali.

Con i Manetti Bros. la serie si è modernizzata. Il pubblico televisivo italiano secondo te è pronto per una fiction un po’ più innovativa?

Il pubblico italiano è pronto a tutto. Basterebbe farle le cose. Nel senso che finché non si fanno non si può dire se al pubblico piace o meno. C’è una nicchia di persone alla quale piace. Più prodotti ci sono, più si accontentano tutte le persone.

Qual è il tuo rapporto con il tuo passato televisivo? Quando ti chiedono di Uomini e donne, di Volere o Volare, provi fastidio, un senso di pudore per i tuoi inizi? Magari sei infastidito perché hai impiegato tanto per costruirti, agli occhi del pubblico, una credibilità artistica…

No. Io sono contentissimo di aver fatto un percorso; ho iniziato da una parte, sono finito in un’altra. In questi dieci anni c’è stata una crescita umana. Dal punto di vista lavorativo sono contentissimo delle scelte che ho fatto, alcune popolari altre meno. Ma questo è legato anche all’età. A 24 anni ho fatto alcune scelte, a 34 ne faccio altre. Adesso sicuramente mi sento più completo, in pace con me stesso.

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