La tv del femminismo mancato


Andrea Lehotska Ricordo che non molto tempo fa, le nostre lettrici si risentirono per un sondaggio che non percepirono come ironico ma che ritennero "offensivo". Un sondaggio proposto insieme alle colleghe di Pinkblog.
Ecco, all'epoca la cosa mi fece un po' sorridere.

Ieri sera, però, sorridevo meno. E speravo, in cuor mio, che quelle stesse lettrici trovassero un buon, anzi, un ottimo motivo per indignarsi per quel che andava accadendo su RaiDue - spose perfette permettendo - e Canale 5 - manco a dirlo, a Uno, due, tre, Stalla!, un programma dove ormai la defilippizzazione è compiuta e completa, meccanismi dei giochi, grafiche, entrate e uscite dallo studio e psicodrammi compresi -, con il rifiorir delle contadine. Si consumava uno dei più grossi misfatti catodici ai danni della parte buona e propositiva del femminismo. Da un lato, gli uomini corteggiati che si esibivano in una prova di machismo dell'ultim'ora, in smoking e champagne contro una gang di giocatori di football americano, dall'altro tre contadini e un ex tronista cornuto - non insulto, ma dato di fatto - che si sfidavano a suon di flessioni in nome del rispetto della donna.
E poi finivano per abbracciarsi dopo la sfida di corsa, in un rinnovato afflato di complicità maschile. Che faceva chiedere al sottoscritto perché, perché quella meraviglia di Andrea Lehotska stia lì in mezzo.
Ecco, volevo vederle arrabbiate, le nostre lettrici, di fronte a un misfatto di proporzioni storiche, che cancella trent'anni di emancipazione con un colpo di reality show.



Come esce l'immagine della donna da tutto ciò, non sta a me dirlo: i lettori, gli spettatori valuteranno ben da soli.
Si salva la bella Andrea, che balla rozza ma sensuale - ci teneva a dirlo: aveva ballato per la prima volta tre giorni prima della diretta - a piedi nudi e gonna lunga, e che spara come un uomo ai barattoli di un simil-luna-park.
Si salva perché esce da quello stereotipo femminile starnazzante che questa televisione fatta di stalle e spose vorrebbe propinarci.
Mentre il maschio, lui sì, ne esce sempre vincitore.
O almeno, gli piacerebbe.
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