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Il giocatore

E’ abbastanza naturale che l’Angolo di Malaparte di oggi si occupi – sebbene se ne sia già parlato – del caso Pupo.Mentirei se dicessi che mi dispiace. In fondo Pupo ha regalato al suo pubblico – un paio di generazioni fa – hit come Gelato al cioccolato, Firenze Santa Maria Novella, Su di noi. In

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E’ abbastanza naturale che l’Angolo di Malaparte di oggi si occupi – sebbene se ne sia già parlato – del caso Pupo.
Mentirei se dicessi che mi dispiace. In fondo Pupo ha regalato al suo pubblico – un paio di generazioni fa – hit come Gelato al cioccolato, Firenze Santa Maria Novella, Su di noi. In fondo Pupo ha la faccia da bravo ragazzo, da bambino, da Pupo, appunto. Nomen omen. Oggi si trovano sue dichiarazioni su internet, sui quotidiani, in giro, ovunque. Sono le dichiarazioni di un uomo rinato, che ha conosciuto il successo, il declino, la rovina a causa del gioco e ora è l’uomo del momento, l’uomo che può risollevare le sorti di RaiUno, oppure portarle a picco con sé. Quel che fa pensare è che in tutto ciò c’è un azzardo e un fiorire di coincidenze filosofiche che ha dell’incredibile. Il gioco dei pacchi, con il suo successo, nasconde dentro di sé un’inquietante messaggio parte integrante della televisione moderna: si può vincere nella vita anche senza capacità specifiche, affidandosi alla fortuna, all’azzardo, al gioco.


No, no, malpensanti. Non sto dicendo che Pupo non abbia alcuna capacità, anzi, non è nemmeno male, via. La coincidenza sta nella sua vita da giocatore, da uomo che può dichiarare candidamente di essere andato a giocare a chemin de fer appena gli comunicarono la vittoria della Gondola d’oro, da uomo che può mettersi a nudo in un documentario e raccontare la sua rovina da giocatore, usarla per far soldi, e poi raccontare ancora la sua bigamia -lungi dal sottoscritto il fare moralismi, anzi. Probabilmente la specie umana non è fatta per la monogamia, ma allora perché sposarsi? meglio viverla con azzardo anche la vita sentimentale – mettere in piazza i suoi panni a Buona Domenica, come nella miglior tradizione del reality.
Insomma, ha usato la rovina del suo passato per riscattarla e guadagnarci su. E ora, presenterà un gioco d’azzardo. Ironia della vita. Gli auguro, ovviamente, vista la simpatia innata che provo per lui, che la sua parabola si trasformi in un’iperbole asintoticamente positiva. Ma auguro anche a tutti coloro che si appassioneranno alla sua storia di non credere troppo alla dea bendata. Pupo ce n’è uno, e certi colpi di culo non capitano spesso.