Mario Monti sulla Rai: «L’indipendenza dalla politica non è garantita»

Il Presidente del Consiglio esterna sul servizio pubblico televisivo nella conferenza stampa che segue il CdM del 30 aprile 2012.

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Nel corso della conferenza stampa seguita al Consiglio dei Ministri del 30 aprile 2012 – che ha portato all’annuncio della nomina di Enrico Bondi a commissario per la spending review -, Mario Monti ha parlato anche della Rai, inserita in un discorso che riguarda, appunto, il riordino dei conti della pubblica amministrazione.

«Chi vuole diminuire le tasse sa che è necessario rivedere enti e società, compresa la Rai, dove la logica della trasparenza, del merito, dell’indipendenza della politica non è garantita».

L’osservazione sarà anche calzante ma, non ce ne voglia il nostro Presidente del Consiglio, appare un po’ come la scoperta dell’acqua calda. Che in Rai non ci sia trasparenza è evidente dal fatto che non si possano conoscere – se non per supposizioni – le logiche con le quali vengono scelti format e conduttori, con le quali vengono chiusi o avviati programmi e via dicendo (senza contare la questione economica, naturalmente). Che non ci sia merito è evidente dalla quantità di parentele e omonimie, da quei rapporti di amicizia (mal)celata, da quel magma opaco che coinvolge tutta la tv (ma è grave soprattutto nel servizio pubblico) e che ha direttamente a che fare con la mancanza di trasparenza. Poi c’è la politica, dalla quale la Rai non è affatto indipendente. Non lo scopriamo oggi, purtroppo.

Allora la domanda nasce spontanea: se Monti è così consapevole dei problemi della Rai, perché consegna, con il suo Governo, un nuovo cda del servizio pubblico con le vecchie regole (legge Gasparri) che hanno reso la Rai sempre più schiava della politica?

Foto | © TM News

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