Eva. Tv da consegnare all’oblio. Trash ai limiti del cult il servizio sui malati di pornografia

Il nuovo contenitore scientifico condotto da Eva Riccobono, da dimenticare.

di


Eva – Rai 2



Ho acceso su Rai 2. Ho visto un programma con Eva Riccobono a metà fra la modella da sfilata e il finto cyberpunk anni ’80 ma edulcorato (la Riccobono vuole fare l’attrice, dice), con una regia che ogni tanto utilizza lo split screen come nell’immagine qui sopra e con la conduttrice (in verità, colei che fa i “lanci”) spesso inquadrata mentre guarda verso un’altra telecamera, come se fosse trendy; ho visto (di nuovo) un contenitore su Rai 2 che propone della scienza a buon mercato, che ricordo fin dai tempi di Focus letto alle superiori; ho ascoltato con pazienza i lanci della Riccobono.

Ho visto un servizio sulla tecnica migliore per trovare un parcheggio (girare in tondo o stare fermi?); un servizio sul sesso prima e dopo lo sport (con un’esterna di Costantino della Gherardesca alla Stramilano); uno sulle energie alternative (introdotte dalla Riccobono che parla di uno studio per tradurre in energia il movimento dei seni delle donne durante il footing); un servizio sul perché si tradisce; uno su cosa succede durante un terremoto; ho ascoltato musica tensiva; ho sentito un doppiaggio italico che traduce per il nostro pubblico l’americanità dei servizi; ho sentito il protagonista di un servizio confessare (nel doppiaggio accorato) che «fare sesso con una donna vera è una delusione, rispetto a guardare un film porno» e che si «masturba tre o quattro volte l’ora», per poi lasciare il posto a una voice over femminile che chiosa: «Heldon ha capito che deve fare qualcosa per questa sua dipendenza».

Perfetto. A quel punto è stato troppo, ma mica per moralismo, per carità. Solo perché ho pensato che tutti questi momenti andranno persi come lacrime nella pioggia. E non è affatto un male, che accada. Tv da consegnare all’oblio. Tranne il servizio sui malati di dipendenza pornografica, ovviamente: quello era talmente trash da rischiare il cult.