Fratello maggiore, braccia rubate a Quarto Grado. Italia1 fa il docu-thriller (stile Novi Ligure)

Il nuovo docu-reality Mediaset ammicca troppo alle tragedie di cronaca.


Fratello maggiore è la sintesi hegeliana perfetta della Italia 1 degli ultimi dieci anni. C’è il disagio giovanile di Lucignolo, ma anche il casting di Tamarreide (su cui è virata tutta la prima puntata) che Tiraboschi aveva promesso di “rivalutare”. C’è il racconto borderline di Marco Berry alternato alle prove claustrofobiche de La Talpa, condite dal pettorale partenopeo di Clemente Russo.

Eccolo, il pugile che, con il suo giubbotto di pelle e il suo fisico d’acciaio, più che un “terapeuta” è il suo surrogato televisivo, per dispensare pedagogia spicciola Mediaset dal retrogusto trash assicurato.

Sì, è vero, anche Clemente Russo viene da un’infanzia difficile, ha conosciuto la violenza e la ribellione, però poi è diventato un campione sportivo. Perciò si presta benissimo alla sua sceneggiatura su Italia1, che nella forma è inappuntabile (dal tappeto musicale di Shame al rap di Eminem) ma nella sostanza tradisce una speculazione del disagio mascherata da un velo di ipocrisia “edu”.

Nel primo episodio, con protagonista Fabrizio, abbiamo visto un bullo di periferia mostrare tutto il suo odio per la madre. Lo ha fatto prima spargendo la cenere per casa e strofinandole una spugna da cucina sui capelli. Poi, non contento, ha minacciato di darle fuoco (mentre alle spalle di lei campeggia grottescamente un crocifisso). Tutto questo con il fratellino piccolo nei paraggi, in preda al terrorismo psicologico. Italia 1 voleva il suo Quarto Grado? L’ha avuto, guarda caso nella sera di Chi l’ha visto.

Fratello maggiore: Fabrizio dà fuoco alla madre, Rebecca mignotteggia




Ci sono stati frame che richiamavano tremendamente Novi Ligure, scenario rievocato nella stessa terapia d’urto data al ragazzo, condannato ai lavori forzati in fattoria come Erika nel centro di recupero di Don Mazzi.

Allora qui ti chiedi se Fratello maggiore giochi a propinarci la morale o faccia la scarpetta sulle solite suggestioni della cronaca da condire in salsa thriller. Guarda caso, dopo una puntatina al cimitero e qualche seduta dalla psicologa, Fabrizio era pronto a riabbracciare la mamma, da cui non si era mai sentito accettato per via del suo parto in giovane età.

Peccato che a trasformarsi in un aborto, di programma, sia stato Fratello maggiore, seduttivo sulla carta ma pericolosamente farlocco nella resa.

A Sos Tata la beata innocenza dei bimbi isterici, che pure nelle ultime edizioni riconoscono già le tate dalla tv, salva la baracca. Qui a un ragazzo che gioca a fare Corona davanti a una telecamera (avendone in comune anche il nome) non è facile credere. Specie se tra un bip e l’altro si finisce a guardare l’ennesima trasmissione urlata.

Si accettano scommesse su quanto durerà in prima serata, anche se su TvBlog non invocherei la censura. Piuttosto, un’alternativa al Fratello Maggiore Clemente Russo per le ragazzine disagiate, che ne so una Jill Cooper. Visto che la protagonista del secondo episodio può sembrare il suo tipo, uno non vorrebbe pensare all’incesto.

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