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Sky chiede di ripensare l’Auditel: “Sistema inadeguato”

In un comunicato durissimo Sky Italia chiede un ripensamento del sistema di rilevazione degli ascolti giudicandolo antiquato e non adatto alle nuove realtà

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Fermi tutti. Sky chiede una profonda revisione del sistema auditel. La “scusa” è l’ennesimo venerdì con i dati pubblicati in ritardo rispetto agli orari canonici, un ritardo dovuto al calcolo più complesso necessario a stabilire gli ascolti di Servizio Pubblico la trasmissione multipiattaforma di Michele Santoro, ma il comunicato stampa lascia chiaramente intendere che questi problemi siano soltanto la punta dell’iceberg.

Sky Italia prende atto con rammarico che oggi, per la terza volta nelle ultime sei settimane, Auditel non è in grado di rilasciare i dati di ascolto relativi alla giornata di giovedì nell’orario abituale, facendo registrare ritardi di diverse ore motivati da problematiche di carattere tecnico. Le problematiche riscontrate in queste ultime settimane purtroppo invece ci dicono che tale efficienza tecnica non solo non è stata raggiunta ma più in generale il sistema appare ormai inadeguato rispetto alle reali esigenze del mercato.

D’altronde Auditel basa la sua struttura di governance e la sua impostazione più generale sostanzialmente sullo stesso modello creato quando la società nacque oltre 27 anni fa. Oggi, dopo l’avvento e l’affermazione della televisione digitale, multicanale, tematica, criptata e free, il moltiplicarsi di nuovi sistemi distributivi e di fruizione televisiva (dalla televisione in mobilità, ai servizi via cavo, fibra, alle offerte OTT-Over the top) questa impostazione risulta evidentemente antiquata.

La pay tv mette in evidenza l’importanza dei dati elaborati da Auditel che costituiscono la base su cui si valutano “le performance dell’intero mercato televisivo, una valutazione che impatta direttamente sui ricavi del settore, un settore cruciale per la crescita economica del Paese“. Il concetto è semplice: il sistema non è adeguato ed è direttamente collegato ai fatturati delle tv, il suo ripensamento è necessario.

Per questo chiede “che tutti gli operatori televisivi, assieme ai rappresentanti degli inserzionisti pubblicitari e degli acquirenti di spazi media si incontrino per confrontarsi costruttivamente su come adeguare il sistema di rilevazione degli ascolti televisivi alle esigenze reali del mercato, in un’ottica di trasparenza, efficienza e non discriminazione“.

Anche questo appello cadrà nel vuoto?