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MTV EMA 2011 – Gaga-show, teen-pop, pink-carpet. I Queen chiudono col botto uno show a due velocità

Un grande show come se ne fanno pochi, una conduttrice inadatta, i big che fanno spettacolo a parte. MTV EMA 2011 con a passo alternato.

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MTV EMA 2011 – Tutte le foto

EMA 2011 Belfast
EMA 2011 Belfast
EMA 2011 Belfast
EMA 2011 Belfast

MTV EMA 2011 – La messa in scena è degna di un grande show (qui il live e lo speciale di Soundsblog). Di quelli con grandi nomi, che in tv non fa quasi più nessuno. Di quelli che in Italia ci sognamo. Ma non bisogna sempre accontentarsi solo perché all’estero fanno le cose meglio. Anzi, è proprio quando ci si dovrebbe aspettare molto che bisogna essere più critici. Perché quello che si è visto è un grande show a metà, per certi versi.

Tutto è cominciato con un red carpet che invece era pink. Rosa come i capelli di una stralunata Katy Perry che si porta a casa il premio per il best live in una categoria dove, fra l’altro, c’erano anche i Foo Fighters e i Red Hot. Ci sarebbero stranezze a sufficienza, in questo incipit. Ma tocca mettere in conto anche il finale, con i Queen che si esibiscono in un medley con Adam Lambert, vincitore secondo classificato ad American Idol nel 2009. Nel 2005, Miglior album lo vincevano i Green Day con America Idiot, presa in giro del talent show. Questo per dire come cambiano i tempi. E per dire anche che a cavalcar gli eventi e i fenomeni si corrono dei rischi.

Il pink carpet

Jessie J

Il primo rischio è che il pink carpet sembri, piuttosto, un rosso sbiadito. Che i big non siano poi tanto big. O che debbano contaminarsi con un nuovo che avanza per rimaner tali, anche a costo di perdere qualcosa di loro. Intendiamoci: i veri big c’erano eccome. E hanno fatto la loro parte egregiamente.

I Coldplay hanno aperto senza preamboli la serata: momento altissimo; i Red Hot Chili Peppers si sono presi la Ulster Hall; gli Snow Patrol hanno fatto il loro all’aperto, in una serata decisamente fredda; dei Queen diremo più avanti, così come di Lady Gaga. Eminem (l’artista che di EMA ne ha vinti di più in assoluto: ben 12) è di nuovo Best hip hop, non è nemmeno venuto a ritirare il premio. E si è fatto notare comunque. I big, appunto. Il red carpet (anche se sul tappeto di benvenuto non sono mica passati tutti). Quello che va alla velocità più elevata.

Poi ci sono le marce basse, il rosso sbiadito. Justin Bieber, che genera il vuoto spinto negli sguardi innamorati delle teenager irlandesi (e non solo), e poi sul palco bissa il successo dell’anno scorso. Anche se ha il visetto da Zecchino d’Oro, sembra pronto per una festa delle medie e certi piccoli mostri di Ti lascio una canzone e del suo clone sembrano più adulti. E Bruno Mars, per dire, e quei BigBang che vincono nella sezione “Worldwide”.

E’ quel glam alla Glee, so young che passa anche attraverso la Bieber-fidanzata. Che, guarda un po’, conduce lo show. La coppia consente anche un po’ di deriva gossippara: Bibier sta ancora con lei? Si sono visti insieme? O non si frequentano più? Che fine farà, Selena Gomez?

La conduttrice che non c’è

MTV EMA 2011 - Selena Gomez

Lei è la nota negativa dell’evento dal punto di vista televisivo. Una meteora. Di quelle meteore che, però, atterrano sul palco degli EMA 2011 – mica un palco a caso – e quasi fanno danni. Perché a fare i lanci col gobbo direttamente sulla telecamera che ti inquadra, oppure a duettare con Husselhoff o la Perry, o a far ridere negli sketch registrati, la Gomez non è proprio capace e sembra messa lì per caso. Ma siccome non è un caso, è lì per i teenager. Ed è comunque inadeguata alla situazione. Aveva paura del palco, all’inizio. Evidentemente non ne ha avuta abbastanza. Ha persino cantato, e sarebbe stato meglio per tutti che non l’avesse fatto.

La gag del palloncino d’elio con Hasselhoff è semplicemente da dimenticare (degna di Scherzi a parte, in cui è stata riproposta di recente per poi approdare addirittura al game del preserale con Max Giusti). Ma non è colpa sua, è una bassezza autoriale.
Lo streaker che invade il palco – uno sconosciuto irlandese che bypassa clamorosamente qualsiasi controllo security, lasciando quantomeno un legittimo sospetto di evento pianificato a tavolino. Anche se l’esibizionista si è mostrato in tutta la sua nudità, senza nemmeno la diretta-differita che avrebbe consentito di oscurare al volo il full frontal. Non è capitato a Selena, ma alla Panettiere. E forse è stato meglio così.

Lady Gaga Show

Lady Gaga - EMA MTV 2011

Poi, fra i rischi che corre MTV c’è quello che Lady Gaga si inglobi tutto. Che si porti via gli EMA e non lasci niente a nessuno: dopo gli EMA 2011, Miss Germanotta detiene il record del maggior numero di premi vinti nella stessa sera. Ma Lady Gaga si ingloba tutto non solo dal punto di vista dei primi ma anche da quello dell’immagine: sono Gaga EMA 2011, questi. E’ lei che impone il suo marchio e il suo modo di fare spettacolo e non ce n’è per nessuno. Nemmeno per la povera Adele, che in molti davano per probabile vincitrice almeno del premio per il miglior video. E’ lei che indossa copricapo e abiti di fattezze futuristiche e inverosimili, lei che può permettersi di scherzare sul botulino e sulle parti anatomiche di David Hasselhoff, lei che può spingere la gioia del premio a un forzatissimo – e inverosimile, come i vestiti – pianto d’emozione o a ricevere l’ennesimo riconoscimento strisciando in ginocchio verso le due bellissime Bar Raefaeli e Irina Shayk; lei che può esibirsi su una gigantesca luna e poi arrivare nel backstage per le foto di rito con un’altra mise ancora, non sfoggiata sul palco, le scarpe con il plateau talmente alto da impedirle, come al solito, di muoversi agevolmente, la fida guardia del corpo sempre accanto. E’ Gaga-piglia-tutto. Se ripensi a qualcosa che ti è rimasto in mente dello show, ripensi a lei.

Certo, poi ripensi anche a David Guetta featuring Taio Cruz, Ludacris e Jessie J. E ad altro. Ma è Lady G la prima che ti viene in mente.

Il teen-pop

Justin Bieber

Anche perché il resto fatica a farsi ricordare, fuoco fatuo dello spettacolo che è facile immaginare consumarsi rapidamente come tutto quel che riguarda la musica adoloescenziale: succede che i cantanti crescono, gli adolescenti pure, e i gusti cambiano. Quindi, o il cantante prova a piacere alla generazione successiva di adolesceti (ma è difficile che possa accadere) o tenterà di seguire l’evoluzione della crescita reinventandosi (ma è davvero complesso. Forse impossibile).

Così, a maggior ragione, i 4 Gaga-Awards fanno scomparire quasi tutto il resto. Quasi.

Standing ovation per i Queen

Brian May

Chi invece è un fuoco vero, che continua a bruciare per amore della musica da quarant’anni esatti, sono Brian May e Roger Taylor – non me ne vogliate, non riesco a chiamartli i “Queen” -, straordinari musicisti che ritirano il premio per Global icon. Se non lo sono loro, un’icona, chi potrà mai esserlo? Eppure, stasera, i due duettano con Adam Lambert. Che sembra anche bravo, nessuno dice di no, ma che viene fuori da un talent show e – senza alcun intento pregiudizievole, sia chiaro – afferisce di nuovo a quel teen-pop là. Questo, senza nulla togliere a un’esibizione da brividi.

Sulla scelta dei Queen di accettare questa “collaborazione”, che dire? Alla luce di Queen + Five e Queen + Paul Rodgers tutti pensavano che Deacon avesse fatto bene a chiamarsi fuori una volta per tutte. Ma la standing ovation all’Odissey Arena è la dimostrazione che la grande musica non muore mai. Anche se il frontman è un pischello da talent.

Il gusto per l’evento

In definitiva, per chiudere il cerchio, la sensazione che si ha dopo questi EMA 2011, è che il gusto per l’evento, MTV ce l’abbia sempre.

Che la musica premiata sia, però, sempre più inadeguata all’evento stesso. Che il prossimo anno servirebbe una conduzione all’altezza. E che bisognerà trovare alla svelta qualche personaggio che possa ridurre lo strapotere di Lady Gaga. Non sarà facile. E di sicuro la svolta “teen” non aiuterà un grande show a non diventare un evento di plastica. Bisognerà ricominciare a tracciare la rotta, invece di cavalcare gli eventi, prima che prevalgano le marce basse.

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