Tutto per tutto, trash per giovani

E’ andata in onda la prima puntata del nuovo programma condotto da Pupo, Tutto per tutto, e in linea con quanto scritto qualche giorno fa su TvBlog, l’ho seguito con attenzione. C’è da dire innanzitutto che il titolo della trasmissione non rispecchia totalmente la reale essenza del gioco. Ciò che sta alla base di tutto,

E’ andata in onda la prima puntata del nuovo programma condotto da Pupo, Tutto per tutto, e in linea con quanto scritto qualche giorno fa su TvBlog, l’ho seguito con attenzione.
C’è da dire innanzitutto che il titolo della trasmissione non rispecchia totalmente la reale essenza del gioco. Ciò che sta alla base di tutto, come per i famosi pacchi di Affari Tuoi, è la fortuna. Non serve che un concorrente abbia qualche dote matematica, non serve che sia furbo o intelligente, basta che sia fortunato.

Il gioco in breve: 12 ragazzi/e posizionati in stile “Gioco dei 9” hanno in mano una pergamena. Nella prima fase del gioco il concorrente dovrà scegliere 9 dei 12 ragazzi, uno per volta, e ad ognuno abbinare un segno “+” o un segno “–“ (ha a disposizione 5 “+” e 4 “-”). In base al segno scelto dal concorrente, la cifra (che può variare da 0 a 5.000 euro) scritta sulla pergamena del ragazzo scelto verrà aggiunta o detratta da un montepremi che parte da 0. Scopo di questa fase è quello di terminare in attivo. Se questo accade, si passa alla seconda fase del gioco: i 12 ragazzi avranno questa volta in mano una pergamena con dei numeri da 1 a 5. Il concorrente, partendo da un montepremi di 1.000 euro, dovrà decidere se abbinare al ragazzo un segno “x” (e quindi moltiplicare il montepremi per il numero di volte contenute nella pergamena) o il segno “:” (e in questo caso dividere). Terminata questa fase e determinato il montepremi finale “di base”, il concorrente sceglierà tra 2 ulteriori ragazzi (una dei quali è Esmeralda Sahoni Camarena) ed in base alla sua scelta moltiplicherà o dividerà “x 4” il montepremi di base.

Come vedete è tutto semplicissimo, basta scegliere un ragazzo, abbinargli un segno matematico, ed il gioco è fatto. Se la fortuna è dalla parte del concorrente, questo terminerà in attivo la prima parte di gara e parteciperà alle successive, altrimenti si dovrà fermare.
Ciò che non è scritto nelle regole però è forse la parte più “interessante” del game-show: la sigla è il famoso “popopopopopopo” divenuto il tormentone dapprima della Roma e recentemente dei Mondiali di calcio; lo studio è costruito su tre piani e trabocca di aitanti giovanotti e prelibate donzelle; Pupo è vestito con pantalone ascellare e bretella bianca, quasi a ricordare un Pierino-style anni ’70.
Anche – soprattutto – il concorrente non si è sottratto a quelle che sono le trash-componenti di Tutto per tutto. Il giovane romano (con moglie incinta al seguito) si è dilettato ad incitare il pubblico affinché il “popopopopopopo” ed altri coretti da stadio (cin-que-mi-la! cin-que-mi-la!) facessero da sottofondo a quasi tutta la sua performance e ci ha deliziato con frasi tipo “A’ Pupo, nun c’hai mai avuto no sciò così te…nun cell’hai proprio mai avuto”.

Quello di Pupo insomma mi pare un gioco tutt’altro che adatto al preserale di RaiUno. Gli ascolti della prima serata sono stati buoni, ma non sono riusciti a superare quelli di Cultura Moderna (25,29% di share contro 29,91%).
Non so se col passare dei giorni riuscirà a “crescere”, ma permettetemi di esprimere i miei dubbi in tal senso. La Rai puntava su Tutto per tutto per una sostituzione in corsa di Affari Tuoi, ma se queste sono le premesse, per tutta la prossima stagione vedremo Insinna (o un suo sostituto) nel preserale di RaiUno, non di certo Pupo.

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