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Bisturi e l’ennesima protesta del Moige

Sono partite ieri sera su Italia1 le repliche di Bisturi, programma sulla chirurgia plastica condotto da Irene Pivetti e Platinette e andato in onda un paio di anni fa. 1,54 milioni di spettatori e share dell’8,92%, un risultato tutto sommato soddisfacente visto che si tratta di repliche trasmesse durante il periodo estivo.Come era prevedibile, le

BisturiSono partite ieri sera su Italia1 le repliche di Bisturi, programma sulla chirurgia plastica condotto da Irene Pivetti e Platinette e andato in onda un paio di anni fa. 1,54 milioni di spettatori e share dell’8,92%, un risultato tutto sommato soddisfacente visto che si tratta di repliche trasmesse durante il periodo estivo.

Come era prevedibile, le (vecchie) polemiche non si sono fatte attendere a lungo: il Moige si è riscagliato contro la trasmissione, – già nel 2004 aveva fatto l’impossibile per farla sospendere – trovandone inaccettabile la messa in onda in prima serata.
Ecco uno stralcio delle motivazioni che il Movimento Italiano Genitori aveva dato al tempo:

”Bisturi in prima serata e’ inaccettabile per un minore e decisamente inadatto al suo equilibrio emotivo e psichico, perche’ non e’ accettabile trasferire ad un minore il concetto che per risolvere l’accettazione del suo corpo in crescita con un intervento chirurgico”


Trovo quando trascritto assolutamente sciocco e banale. Mi verrebbe da chiedere ad Elisabetta Scala, responsabile dell’osservatorio tv del Moige, quale funzione dovrebbe avere la tv secondo il movimento in questione, visto che dalla frase citata traspare un’idea di tv che funge da “baby sitter” piuttosto che semplice strumento di intrattenimento. Credo infatti che sia compito di un genitore controllare quale programma stia vedendo un figlio, se l’età e la maturità sono quelle di un bimbo altamente influenzabile.

Sono d’accordo con la presenza di fasce protette, ma come può il Moige raggiungere gli obiettivi che si è prefisso (uno dei quali è la sensibilizzazione dei genitori ad un uso più attento e consapevole della tv) se anzichè sensibilizzare si limita a protestare quasi quotidianamente contro qualsiasi trasmissione gli capiti a tiro?
Pensate che nel solo mese di giugno sono arrivate 3 sanzioni ai danni di programmi Mediaset, nello specifico per Mai dire G, Distraction e Studio Aperto.

Un piccolo consiglio ai vertici del Moige, per quanto possa valere: i figli non vanno protetti ad ogni costo, ma vanno educati. Ed educare non significa mettere una benda sugli occhi ed un tappo nelle orecchie, ma spiegare, parlare…e non dover avere bisogno ad ogni costo della tv.