Massimo Ghini e Serena Autieri, tra alti e bassi

Un anno fa ho assistito a un incontro con il pubblico di Massimo Ghini e Serena Autieri, alla vigilia della prima di Vacanze Romane di cui ho un splendido ricordo. Lei sembrava un’attrice d’altri tempi, fascinosa, altera ma mai snob, una vera diva. Lui era sornione quanto basta, senza esagerare nè rinunciare al suo naturale

Ghini Autieri vacanze romaneUn anno fa ho assistito a un incontro con il pubblico di Massimo Ghini e Serena Autieri, alla vigilia della prima di Vacanze Romane di cui ho un splendido ricordo. Lei sembrava un’attrice d’altri tempi, fascinosa, altera ma mai snob, una vera diva. Lui era sornione quanto basta, senza esagerare nè rinunciare al suo naturale aplomb.
Li avevo seguiti nei loro passi televisivi nutrendo molta stima verso la loro professionalità. Dell’Autieri non potevo dimenticare la presenza scenica nella monumentale edizione sanremese con Pippo Baudo e Claudia Gerini, che l’ha resa davvero una stella da palcoscenico. Ghini lo avevo molto apprezzato in fiction d’autore, in primis nella consacrazione ricevuta da La Cittadella. Entrambi, in quell’incontro, dichiararono di ispirarsi a due grandi modelli, rispettivamente Audrey Hepburn e Marcello Mastroianni.
In particolare, nel musical rappresentato a teatro Massimo scelse che i suoi abiti fossero realizzati dal sarto di Mastroianni e risultassero uguali ai suoi vestiti di scena. E’ inutile dire che lo spettacolo fu straordinario, grazia alla regia del compianto Garinei. Perchè vi sto raccontando tutto questo?
Perchè è un vero peccato vedere i destini di due artisti talentuosi e preparati imboccare strade in discesa.Noto con dispiacere l’operazione di svendita editoriale con cui l’Autieri spiattella settimanalmente le sue vacanze con tanto di pose ammiccanti (come se ogni volta fossero un’esclusiva).
Come trovo incessantemente volgare il battage pubblicitario sulla nuova fiction L’Onore e il rispetto, che la vedono contendersi con l’Arcuri l’adone Garko – per dire il livello – a colpi di scene censurate perchè troppo osè o gossip farlocchi sulla liason tra Gabriel e Serena nella vita reale. Altra delusione vedere Massimo Ghini, paladino della tv impegnata, darsi ai cinepanettoni e a un lungo sodalizio contrattuale con Aurelio De Laurentiis. E qui non si tratta di fare gli attori commerciali o alternativi, ma di coerenza, visto che in quello stesso incontro da me citato Ghini sparò a zero sulla destra al potere e sul trattamento riservato dalla Rai a La Omicidi, penalizzato dalla concomitanza con L’Isola dei famosi per la scomoda condotta politica del protagonista. Ora l’Autieri torna a teatro con una rilettura curiosa di Shakespeare di Giorgio Albertazzi. Speriamo che, almeno lei, dietro il sipario ci resti perchè altrimenti rischia di essere ricordata a vita come quella di Vento di Ponente

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