I Giudici di MasterChef: Carlo Cracco

Carlo Cracco - Masterchef Italia

Carlo Cracco è uno dei tre giudici di Masterchef Italia, il talent di cucina in onda su Cielo che da stasera comincia a fare sul serio, presentiamo anche lui dopo avervi proposto una scheda di Joe Bastianich

Cracco non è solo un giudice di un programma televisivo: è anche uno dei cuochi più famosi d'Italia. Classe 1965, vicentino, ha pensato per un po' di diventare seminarista, poi si è formato come chef a Milano (con Gualtiero Marchesi); quindi si è trasferito in Francia (sotto gli insegnaento di Alain Ducasse e Lucas Carton) per poi ritornare a Milano nel 2000: è qui che dà vita al ristorante Cracco-Peck, ritenuto uno dei 50 migliori ristoranti del mondo (due stelle Michelin, tre forchette Gambero Rosso).

Del suo mestiere dice:

La cucina è diventata un'arte, una scienza nobile. I cuochi sono dei gentiluomini

Fra i tre giudici di Masterchef è quello con la faccia più cinematografica. Sembra un duro (nella prima puntata ha spesso zittito brutalmente alcuni aspiranti masterchef che si giustificavano di fronte alle critiche, e ha sfoderato una serie di sguardi fulminanti nei confronti di concorrenti troppo speranzosi) ma potrebbe essere, in realtà, il più buono. Diventerà personaggio? Il format avrà il successo che merita? Vedremo. Intanto, scegliete il vostro giudice di Masterchef preferito.

Masterchef italia

Carlo Cracco giudice di MasterChef Italia
Carlo Cracco giudice di MasterChef Italia
Carlo Cracco giudice di MasterChef Italia
Carlo Cracco giudice di MasterChef Italia
Carlo Cracco giudice di MasterChef Italia

Con la sua cucina, Cracco tenta di stupire il commensale con nuove creazioni, e quindi è lecito supporre che sia questa una delle strade per conquistare il suo parere positivo. Ama rivisitare piatti semplici (l'insalata russa caramellata, il tuorlo d'uovo marinato) e sostiene che la sua cucina sia cerebrale e di cuore.

Ecco quel che dichiara sul sito ufficiale del programma:

Lo chef vuole stupire la persona che assaggia un suo piatto. Ma non per avergli cucinato chissà che cosa, ma piuttosto per avergli fatto riscoprire un sapore familiare in una veste completamente nuova.

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