Commissione vigilanza Rai: Tarantola e Gubitosi in audizione, i politici litigano sui tempi

Ieri sera si è riunita la commissione presieduta da Roberto Fico del M5S.

Ieri a Palazzo San Macuto a Roma si è riunita per la prima volta la Commissione Parlamentare Bicamerale di Vigilanza della Rai presieduta da Roberto Fico del Movimento 5 Stelle, trasmessa in diretta streaming satellitare e sul canale della Camera dei Deputati alle ore 20.30.

I 40 membri dell’organismo hanno ascoltato in audizione il presidente della Rai Anna Maria Tarantola e il direttore generale della tv pubblica Luigi Gubitosi.
Prima di riportare quanto è stato detto dai due dirigenti, è doveroso segnalare che Sel e Lega hanno contestato il presidente Fico per la gestione dei tempi. Gennaro Migliore ha denunciato che “ci è stato impedito di avere una risposta come Sel alle nostre domande” e ha parlato esplicitamente di “atteggiamento incomprensibile” della presidenza. Il leghista Massimo Bitonci ha confermato il fatto che “alle opposizioni non è stato dato spazio” e ha criticato l’atteggiamento da “maestro” di Fico (il quale ha assicurato che la prossima settimana ci sarà una nuova audizione nel corso della quale saranno rivolte altre domande).

Veniamo a quanto detto da Tarantola, apprezzato dal Pd e criticato dal Pdl (Brunetta, che già ieri aveva lamentato alcuni programmi troppo di sinistra – come ha fatto oggi su Il Foglio -, ha definito l’audizione “deludente, parziale e arrogante”): la presidente ha ribadito che la priorità era ed è “mettere in ordine i conti” ed ha evidenziato che “il primo trimestre si è chiuso con un risultato operativo positivo di 7,4 milioni di euro”. Quindi ha sottolineato la necessità di un servizio pubblico pluralista, indipendente e autorevole che abbia un ruolo essenziale nella tutela della democrazia. L’ex dirigente della Banca d’Italia ha quindi ricordato che la Rai vanta un credito con lo Stato di oltre 2 miliardi di euro per i costi di servizio pubblico e che l’evasione del canone, stimata in 500-600 milioni annui, riduce le possibilità di investimento in tecnologia.

In seguito ha parlato Gubitosi, il quale ha ricordato che “un anno fa abbiamo trovato un’azienda molto problematica dal punto di vista tecnologico e dei conti” (ha lamentato in particolar modo la debolezza della Rai sul web). Il dg, che ha rivendicato la valorizzazione delle risorse interne messa in atto e che ha confermato che verrà indetto un nuovo concorso pubblico, il primo dal 1982, ha poi ricordato che il piano industriale prevede, in tre anni, l’investimento di 160 milioni di euro e ha annunciato una serie di novità per la programmazione estiva (“non è ancora quella che vorremmo”) spiegando che quest’anno la Rai non va in vacanza (a questo proposito sul quotidiano La Stampa è stata pubblicata la risposta di Gubitosi alle lamentele di una lettrice).

Infine, dopo aver risposto alle polemiche sulle consulenze esterne osservando che negli ultimi 11 mesi sono state effettuate 53 nomine 46 con personale interno e solo 7 con personale esterno, ha analizzato la situazione che riguarda il Tg1:

Ha attraversato un periodo difficile. Si diceva che spesso veniva superato dal Tg5. Con l’arrivo di Orfeo il Tg1 ha riguadagnato autorevolezza e ascolti e ha 5 o 6 punti di vantaggio sul principale tg concorrente. Ora è il Tg2 che sta spesso superando il Tg5 dell’una.

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