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Corrado Mantoni, 14 anni fa moriva il signore della tv

Sono passati 14 anni dalla morte di Corrado, scomparso l’8 giugno 1999. E la sua mancanza si sente.


L’8 giugno 1999 moriva Corrado Mantoni, per tutti semplicemente Corrado, per Totò ‘lo scognomato’.

“Un gran signore” è il commento che più spesso viene associato a Corrado, uomo di straordinaria cultura e incredibile ironia che ha fatto degli sguardi complici e divertiti uno dei marchi del suo stile di conduzione. Proprio lui, nato in radio prima come speaker del GR in tempo di guerra, quindi colonna del’intrattenimento radiofonico della Rai con la sua voce calda e rassicurante, ha trovato poi nell’uso complice degli occhi con il pubblico a casa una delle chiavi del suo successo tv.

Duttilità e professionalità, unite a una profonda cultura e a un gusto raro per la battuta pungente e nello stesso tempo popolare, Corrado ha fatto rapidamente breccia nel pubblico tv ed è riuscito a farsi amare generazione dopo generazione, ideando (e adattando) format rimasti nell’immaginario collettivo.

Su tutti il pensiero corre a La Corrida, nata in radio nel 1968 e continuata in tv – non senza qualche difficoltà – fino al 1997: al suo fianco la ‘spalla’ di una vita, il maestro Roberto Pregadio. Il rivediamo in un cult.

Ma chi vi scrive ricorda ancora l’appuntamento quotidiano con Il Pranzo è Servito, quiz ideato per l’ora di pranzo rimasto in onda dal 1982 al 1990: a pensarci, Il Pranzo è Servito ha attraversato indenne un paio di ‘ere’ tv (quegli 8 anni hanno rappresentato una vera e propria rivoluzione nel sistema e nel linguaggio tv italiano). Ed è rimasto talmente legato allo stile di Corrado da essere difficile riuscire a riportarlo in tv, nonostante i tanti proclami e i tanti annunci che si sono susseguiti in questi 14 anni.

Non si può prescindere da Domenica In, che lui stesso contribuì a far nascere, e che condusse dal 1976 al 1979, prima che la Rai decidesse di affidarlo a Baudo, che proprio con Corrado, Enzo Tortora e Mike Bongiorno è ricordato come uno dei ‘moschettieri’ della tv italiana. Per darvi un’idea del suo modo di fare infotainment (ante litteram) vi proponiamo il commento di Corrado al rapimento di Aldo Moro, nella puntata del 19 marzo, la prima dopo l’evento.

Chi ha superato gli ‘anta’, poi, ripensa a L’Amico del Giaguaro, Il Rosso e il Nero, le Canzonissima con Raffaella Carrà, che con lui strinse un rapporto di straordinaria amicizia. Il suo ricordo nella puntata dedicata a Corrado de La Storia Siamo Noi resta uno degli omaggi più commoventi.

Non si può certo ripercorrere tutta la carriera di Corrado in un solo post. Di certo “non finisce qui”, ma vi lasciamo con un omaggio tratto da YouTube. In coda una riflessione banale: Corrado è scomparso qualche mese prima dell’avvento del Grande Fratello, di un ‘sottocodice’ tv sempre meno professionale e sempre più avventizio, di una tv tendente al lato più ‘sguaiato’ della cultura popolare (di cui Corrado invece evocava il lato ‘nobile). Sono portata a pensare che con lui la tv italiana non sarebbe stata diversa, semplicemente non avrebbe più avuto spazio per lui. Triste.