Auditel, telefilm e… Commander in Chief

In risposta a una recente lettera pubblicata su Sorrisi.com, il direttore Massimo Donelli interviene sul rapporto tra auditel e telefilm in Italia. Il suo interessante commento prende avvio con un’osservazione più ampia sulla dura legge degli ascolti, che comporta la sospensione, soppressione o variazione di programmazione per qualsiasi prodotto trasmesso in tv. Tuttavia, “se confrontati

commander in chief geena davisIn risposta a una recente lettera pubblicata su Sorrisi.com, il direttore Massimo Donelli interviene sul rapporto tra auditel e telefilm in Italia.
Il suo interessante commento prende avvio con un’osservazione più ampia sulla dura legge degli ascolti, che comporta la sospensione, soppressione o variazione di programmazione per qualsiasi prodotto trasmesso in tv. Tuttavia, “se confrontati con quelli di un varietà o di una fiction, i costi per acquistare i diritti di una serie tv americana sono molto bassi, ragion per cui nei primi anni di vita le televisioni commerciali riempivano i propri palinsesti di serial americani, non avendo ancora i mezzi per produrre show o sceneggiati”.
Donelli prosegue con una dichiarazione, non troppo edificante, sul riscontro italiano delle serie straniere che, anche se molto popolari, superano raramente i 4 milioni di ascolto e diventano il prodotto ideale per reti come Raidue o Italia 1, dagli obiettivi inferiori rispetto alle ammiraglie.
A questo punto, arriva l’infausto bilancio sulle sorti da tappabuchi di molte produzioni estere di qualità.

“In nome dell’Auditel, i responsabili dei palinsesti li utilizzano con disinvoltura, sospendendoli senza preavviso (per limitare i danni) o, al contrario, programmandone tre episodi alla volta (per spremere al massimo un prodotto che funziona). Non credo che la situazione cambierà a breve. Venerdì 7 luglio su Raiuno parte l’atteso Commander in Chief con Geena Davis. Sono previsti 19 episodi. Li vedremo tutti? Io non ci scommetterei.

Si accettano scommesse su un telefilm che non ha avuto vita facile neanche negli Usa…

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