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Sgarbi ci tocca o no?

Vittorio Sgarbi grida alla censura. Ma il programma è mai stato davvero pronto per andare in onda?

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Vittorio Sgarbi grida alla censura. Lorenza Lei lo vorrebbe registrato (dopo la notizia sulla prima puntata posticipata). Il mio canto libero (oppure “è libero”, a seconda delle versioni) non va bene come titolo. Tutto lascia pensare che ci sia qualcosa di molto strano dietro al programma che avrebbe dovuto decretare Sgarbi come “anti-Saviano”. E la domanda da porsi è: il programma è mai stato davvero pronto per andare in onda?

E’ un interrogativo legittimo, perché su questo programma è stato detto tutto e il contrario di tutto. Se n’è parlato davvero tanto, ma in maniera estremamente vaga. Il titolo è cambiato parecchie volte e la sensazione è che si trattasse di un progetto fortemente voluto da Mauro Masi, ormai ex d.g. della RAI, e che con l’avvicendamento ai vertici dell’azienda le cose siano cambiate.

Non che durante la gestione-Masi ci fosse più chiarezza sul contenuto delle 5 puntate previste per Il bene e il male o Il mio canto libero o Il mio canto è libero o Ci tocca pure Sgarbi, come ha provocatoriamente suggerito ieri il conduttore-politico-critico d’arte, mentre si lamentava del trattamento che l’azienda gli starebbe riservando.

Sgarbi avrebbe letto nella richiesta di andare in registrata e non in diretta una mancanza di fiducia da parte della RAI. E così l’ha buttata in caciara, dicendo che è pronto ad andarsene per 3 milioni di euro e aggiungendo anche:

Non mi sento né gradito né rispettato. Sono pronto a rinunciare al programma, magari con una trattativa come quella che fece a suo tempo Biagi.

Una stoccata al giornalista scomparso, piuttosto gratuita e inutile. Il clima infuocato è di quelli che Sgarbi è abituato a cavalcare. E viene il legittimo sospetto che alla fine, in questa situazione surreale, abbia più da guadagnare se il programma venisse sospeso anzitempo.

Sia chiaro: personalmente, a questo punto, lo vorrei in onda con tutte le richieste che ha fatto (diretta inclusa), perché vorrei davvero poterlo giudicare nei fatti televisivi anziché nelle chiacchiere da salotto.

Ma il senso di ragno pizzica e dice che c’è qualcosa che non quadra.
Sgarbi ha annunciato di aver mandato a Lorenza Lei una lettera. La Lei ha smentito e ha ribadito che per la Rai è tutto a posto secondo la linea recentemente definita: messa in onda dal 18 maggio, con puntate registrate e responsabilità editoriale del canale.

Una linea che sicuramente permetterà a Sgarbi di gridare ancora più forte alla censura.

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