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E poi (con tutta calma) c’è Filippo

Senza fretta, cari dirigenti dei palinsesti Mediaset. L’importante è che abbiano avuto la giusta visibilità i Carabinieri alle prime armi (e, sia chiaro, non stiamo mettendo in dubbio la professionalità delle forze dell’ordine). Per tutto il resto, come Dalida e E poi c’è Filippo, c’è sempre tempo (o meglio, vige l’infido motto “meglio tardi che

Senza fretta, cari dirigenti dei palinsesti Mediaset. L’importante è che abbiano avuto la giusta visibilità i Carabinieri alle prime armi (e, sia chiaro, non stiamo mettendo in dubbio la professionalità delle forze dell’ordine).
Per tutto il resto, come Dalida e E poi c’è Filippo, c’è sempre tempo (o meglio, vige l’infido motto “meglio tardi che mai…”). Di qui la protesta degli attori coinvolti nei confronti dell’ennesimo maltrattamento seriale. “Non va in onda in un periodo eccezionale: ormai siamo in estate e la gente esce. Ma è un prodotto nuovo e io ci credo”.
Così Giorgio Pasotti commenta la tarda messa in onda di E poi c’è Filippo, la fiction di cui è protagonista insieme a Neri Marcorè e Riccardo Garrone, da stasera su Canale 5 per sei puntate. L’attore bergamasco, 33 anni il 22 giugno, l’ex Paolo Libero di Distretto, oggi compagno di Nicoletta Romanoff, è “orgoglioso di questa fiction perché – spiega – è una commedia pura, dai toni leggeri, che riesce a trattare un argomento non superficiale”.
La storia infatti, ruota attorno a un ragazzo autistico (Marcorè) di cui Stefano Pollini (Pasotti) si deve prendere cura. Insomma, è una specie di Rain Man all’italiana. Sulla programmazione, l’attore potrebbe andarci giù pesante, d’altronde Filippo non è “un saldo di stagione” ma “sia tv che cinema possono programmare buone cose durante l’estate”. Certo – ammette – Canale 5 non ha vissuto una gran stagione e ci è andata con i piedi di piombo. Io sono fiducioso”. Anche Marcorè ha da dire qualcosa: “Peccato, è una fiction diversa rispetto alle altre. Andava programmata e valorizzata meglio”. Il prodotto, insomma, è sicuramente interessante e speriamo che questa collocazione si riveli tattica, anzichè in pieno stile tappabuchi.

[Fonte Leggo]