Domenica senza Venier: punizione o benedizione?

Ricapitoliamo il caso Venier, nel mirino dei media per la notizia, che già era nell'aria, della mancata riconferma a Domenica In. La nota conduttrice si è sfogata sul Corriere della Sera di ieri, mostrando i denti, avvelenati per l'appunto, contro Domenica in e contro il direttore di Raiuno Fabrizio Del Noce.
A differenza di Pippo Baudo e di Massimo Giletti, alla conduttrice non è stato rinnovato il contratto per l'anno prossimo (al suo posto la più accreditata è Lorena Bianchetti, dopo l'indiscrezione smentita del suo approdo a L'Arena, motivata dagli screzi editoriali tra Giletti e Del Noce) . Perchè mai la Venier non sta più in Rai?

"Per due motivi. Perché il Vaticano avrebbe esercitato forti pressioni chiedendo il mio allontanamento; e perché ho condotto una serata per Walter Veltroni. Due ragioni inaccettabili. Un direttore di rete è liberissimo di cambiare il cast, ma per ragioni precise: queste non sono plausibili. Oltretutto le mie due ore di trasmissione hanno ottenuto buoni ascolti. Da quel punto di vista sono inattaccabile".

I rapporti tra Mara e il direttore di Raiuno si sono incrinati dopo la storia di Flavia Prodi.

"Il martedì io avevo chiesto il permesso a Del Noce di intervistare le mogli dei politici, partendo dalla signora Prodi. Lui mi disse sì. Poi il sabato pomeriggio, giorno prima della messa in onda, mi chiama, e mi dice: 'Tu la devi lasciare a casa'. A nulla sono valse le mie proteste. Ho dovuto chiamare io la moglie di Prodi e scusarmi. Da allora Del Noce vuole punirmi, vuole togliersi lo sfizio di dire: 'Ho lasciato a casa Mara Venier'".

Come se non bastasse, nel segmento televisivo affidato alla Venier è accaduto pure il fattaccio della trash-rissa tra Pappalardo e Zequila, per cui la conduttrice ha preso una domenica di sospensione dal video e una multa. "Anche in quel caso, io sono stata l’unica a pagare. L’ho fatto senza dire nulla, senza reagire. Ho accettato le decisioni della direzione" , ricorda la Venier. Che ora non ha più voglia di stare zitta e subire. Soprattutto da quando il suo agente Lucio Presta le ha riferito dei suoi colloqui avvenuti con Del Noce. "Ho deciso di andare dall’avvocato - spiega ancora la Venier - perché ora non si tratta più di voci di corridoio, ma di precise dichiarazioni che il direttore ha fatto al mio agente".
Secondo le ultime voci di corridoio, invece, pregiudizi politici o clericali a parte, la conduttrice sarebbe stata congedata "perché non la guardava nessuno".
Lo stesso Massimo Giletti è intervenuto a tal proposito con la sua consueta diplomazia (non senza aver precisato: "Mai avuto paura di essere cacciato, forte del mio 27% di share"):

"Del Noce mi pare troppo intelligente per una scelta del genere. Non posso credere alla storia del Vaticano e neppure a quella di Veltroni. Se cacciassero tutti quelli che all’ultimo momento salgono sul carro del vincitore, resterebbero in pochi a fare i programmi. Certo, sostituire una conduttrice come la Venier, preparata e brava, non sarà facile".

La Venier brava? Va bè che la vogliono sostituire con la castigata ragazza dell'oratorio fatta a sua immagine della divulgazione religiosa, ma siamo sicuri che per la Rai non sia una gran vittoria, anzichè una perdita? Che dei tre blocchi il suo si sia rivelato un fanalino di coda negli ascolti, non è un mistero. Non sarà che proprio il suo squallido omologarsi al basso profilo della concorrenza sia una caduta di stile che Raiuno non può e non vuole più permettersi? Più che della signora, potremmo darle della comara della domenica. Mara Venier incarna la tipica dirimpettaia, impicciona e intrigante, della porta accanto. La classica pettegola che, con una punta di malizia, dice la sua sugli scoop del pianerottolo ed è peraltro nota, per i suoi plateali show, a tutto il condominio. La Venier non ha uno stile di conduzione nè, peraltro, uno statuto catodico ben delineato. La Venier c'è e niente e nessuno la scrolla dall'insopprimibile chiacchiericcio a cui ci ha abituati da anni. Sfido chiunque a individuare una linea editoriale o un marchio di fabbrica, nelle sue trasmissioni, che rimanga costante e coerente dall'inizio alla fine di una stagione. Le Domeniche della Venier sono sempre un bluff, poichè partono con un principio guida in grado di identificarle e finiscono col portare in video la solita solfa, che è poi quello che passa al convento: lo scandalo. Quella di Mara è una domenica riscaldata e insapore, ibrida e banale. Senza dimenticare il contrassegno più eloquente del personaggio in questione: l'egocentrismo. La Venier è un'autocelebrazione continua di sè, un panegirico vivente della proprie vanità femminee, una Giovanna D'Arco dei poveri che si ostina a difendere, in formato 16/9 vista la linea non più invidiabile, il potere delle donne. L'importante è non metterle i bastoni fra le ruote in un campo minato, quale il palcoscenico, che non intende dividere con nessuno (Conti, Clerici & Giletti lo sanno fin troppo bene). Non a caso, alla Dear in cui hanno lavorato quest'anno Massimo, la Corna & Pippo, ha preferito un megastudio in cui scorrazzare in piena libertà con i suoi boa da gran diva. Se megalomanie così eclatanti sono rimaste impunite per così tanto tempo, era l'ora di dare finalmente una svolta.

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